Art. 35 GDPR
La DPIA come strumento di lavoro, non come adempimento subito
La valutazione d'impatto e' il documento che separa i DPO che documentano decisioni da quelli che compilano moduli. In DPO Workspace la DPIA nasce collegata al registro del cliente e finisce archiviata con la sua scadenza di revisione - per ogni cliente, nello stesso posto.
Il percorso guidato
- Descrivi il trattamento partendo dal registro art. 30 del cliente
- Valuta necessita', proporzionalita' e rischi con la matrice guidata
- Definisci le misure e il rischio residuo, con le fonti normative accanto
- Esporta e archivia nella scheda cliente, con la scadenza di revisione
Con l'analisi del rischio e la sezione AI Act accanto
Nel generatore trovi anche l'analisi del rischio (matrice PxG calcolata) e la FRIA art. 27: la DPIA dialoga con entrambe. Prova gratis 30 giorni, senza carta.
Provalo gratisDomande frequenti
Quando la DPIA e' obbligatoria?
Quando il trattamento puo' presentare un rischio elevato: valutazione sistematica su larga scala, dati particolari su larga scala, sorveglianza sistematica di aree pubbliche (art. 35.3), piu' i casi dell'elenco del Garante (provv. 467/2018): biometria, geolocalizzazione dei lavoratori, IA, soggetti vulnerabili, dati combinati da piu' fonti.
Cosa deve contenere una DPIA?
Descrizione sistematica del trattamento e delle finalita'; valutazione di necessita' e proporzionalita'; valutazione dei rischi per diritti e liberta'; misure per affrontarli (art. 35.7). Se il rischio residuo resta elevato, consultazione preventiva del Garante (art. 36).
Che rapporto c'e' tra DPIA e AI Act?
La FRIA dell'AI Act (art. 27) per i deployer ad alto rischio puo' poggiare sulla DPIA gia' svolta: stessi fatti, prospettive complementari (protezione dati vs diritti fondamentali). Farle dialogare evita lavoro doppio.
Ogni cliente, la sua DPIA, la sua scadenza
Registro, rischi, DPIA e documenti: collegati, non sparsi.
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