Che cosa è stato adottato
Nella plenaria annunciata il 21 settembre 2026 l'EDPB ha adottato due documenti. Il primo sono le linee guida 04/2026 sull'applicazione del potere di infliggere sanzioni amministrative in rapporto agli altri poteri correttivi: restano in consultazione pubblica fino al 13 novembre 2026. Il secondo è la versione definitiva delle linee guida sull'intreccio fra il regolamento sui servizi digitali e il GDPR, chiusa dopo la consultazione. Le 04/2026 sostituiscono le linee guida del Gruppo di lavoro ex art. 29 sull'applicazione e la determinazione delle sanzioni e si affiancano alle 04/2022, che riguardano il calcolo dell'importo.
La distinzione fra i due documenti è l'unica cosa da capire bene. Le linee guida del 2022 rispondono alla domanda «quanto»: si parte dalla gravità, si trova un punto di partenza, si applicano i fattori dell'art. 83, par. 2, si guarda il fatturato. Le 04/2026 rispondono a una domanda che veniva prima e che nessuno aveva mai messo per iscritto in modo ordinato: «si arriva o no alla sanzione, e perché non a un ammonimento, a un'ingiunzione o a una limitazione». Fino a ieri quella parte era prassi, cioè variava da un'autorità all'altra.
Il metodo è in cinque passi, e si leggono in sequenza: ciascuno può chiudere il discorso prima del successivo.
- Primo: l'autorità verifica che la violazione contestata possa dar luogo a una sanzione, trovandone il fondamento nel GDPR o nel diritto nazionale.
- Secondo: verifica che il soggetto indagato possa esserne destinatario. Se risponda il titolare o il responsabile dipende da chi è vincolato dalla disposizione violata.
- Terzo: valuta se la violazione sia stata commessa con dolo o colpa. La colpevolezza è una condizione della sanzione, non un fattore di sconto.
- Quarto: pesa le circostanze aggravanti e attenuanti. Se la violazione è minore, di regola non si sanziona e si usa l'ammonimento; se non è minore, c'è una forte presunzione che la sanzione vada applicata.
- Quinto: verifica che la sanzione sia effettiva, proporzionata e dissuasiva nel caso concreto, e se ci siano ragioni per discostarsi dall'impostazione ordinaria.
Il quarto passo cambia come si difende un cliente
«Forte presunzione che la sanzione vada applicata» non è una formula di stile: è un'inversione del punto di partenza. Finora la discussione con l'autorità girava intorno al «non è successo niente di grave, bastava un richiamo». Con questa impostazione quella frase non basta più, perché la presunzione gioca contro: tocca dimostrare che la violazione È minore, non sperare che l'autorità la consideri tale. E «minore» è una qualificazione che si regge su fatti documentati — durata, numero di interessati, categorie di dati, danno effettivo, rimedio adottato — non su una valutazione generica di buona fede.
Il terzo passo merita la stessa attenzione, per la ragione opposta. La colpevolezza è presentata come condizione: senza dolo o colpa la sanzione non si impone. Sembra una buona notizia per il titolare, e in parte lo è, ma si ribalta subito in un onere pratico. Non essere in colpa non si afferma, si mostra: con la data in cui un rischio è stato rilevato, il parere che il DPO ha dato, la decisione presa dall'organo che poteva prenderla, l'intervento eseguito. Un'organizzazione che non tiene traccia di queste cose non ha modo di distinguersi da una negligente, perché le due si somigliano moltissimo viste da fuori.
La parte più utile del documento, per chi lavora, sono i quattordici esempi pratici: casi costruiti per mostrare come un'autorità sceglie fra ammonimento, ingiunzione, limitazione, divieto, revoca della certificazione e sanzione, e quando le combina. È materiale che vale più di molte pagine di principi, perché rende leggibile il confine fra le situazioni.
Ultima cosa, e ha una scadenza. Il testo è in consultazione pubblica fino al 13 novembre 2026: chiunque può mandare osservazioni, non solo le associazioni di categoria. Per uno studio che segue clienti in più Stati è un'occasione concreta, perché proprio la disomogeneità fra autorità nazionali è il problema che queste linee guida dichiarano di voler chiudere.
Fonte ufficiale:EDPB — EDPB harmonises fining methodology and adopts final DSA-GDPR guidelines (21/09/2026)Fonte ufficiale:EDPB — Guidelines 04/2026 on the application of the power to impose administrative fines in relation to other corrective powersFonte ufficiale:EDPB — Consultazione pubblica aperta fino al 13 novembre 2026Stai cercando un gestionale per il tuo lavoro di DPO?
DPO Workspace e' costruito da un DPO certificato. 30 giorni di prova gratuita.
Inizia gratis