Provv. Garante 10/06/2021 · art. 7 GDPR
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Aggiornamenti curati: provvedimenti del Garante, decisioni EDPB, sanzioni e novità normative. Analizzati dal punto di vista del DPO operativo.
Con il provvedimento n. 284 del 17 aprile 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 98 del 29 aprile, il Garante ha fissato le regole per i pixel di tracciamento nelle email e ha dato sei mesi per adeguarsi: la scadenza è il 29 ottobre 2026. Il tracciamento individuale delle aperture per finalità di marketing richiede, salvo eccezioni, il consenso del destinatario. La verifica rientra nel piano ispettivo del secondo semestre. Per un DPO il punto non è il divieto — non c'è — ma che un trattamento dato per scontato da vent'anni adesso ha bisogno di una base, di un'informativa e di un modo per spegnerlo da solo.
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 234 dell'8 ottobre 2026 ed entrato in vigore il 23 ottobre, il d.lgs. n. 179/2026 stabilisce che le decisioni finali sul rapporto di lavoro non possono fondarsi esclusivamente su trattamenti automatizzati, che il lavoratore può chiedere una motivazione comprensibile, e che le decisioni prese in violazione sono nulle. In parallelo, i sistemi di IA che incidono sull'organizzazione del lavoro entrano nella valutazione dei rischi ai sensi dell'art. 28 del d.lgs. 81/2008. Per un DPO è il raro caso in cui la conseguenza non è economica ma civilistica, e cambia il modo di impostare la verifica.
Persone che si erano opposte continuavano a ricevere chiamate, e alcuni contratti risultavano attivati senza che l'interessato ne sapesse nulla. Il Garante sanziona Wind Tre per 16,7 milioni e ricorda un principio che vale per ogni azienda con una rete di agenzie: la responsabilità non si esternalizza insieme alle vendite.
Un attacco ai sistemi dell'agenzia che gestiva i programmi di un Ministero ha esposto dati identificativi, finanziari e sanitari di moltissime persone. L'Autorità greca sanziona il titolare con 200mila euro e il responsabile con 150mila: notificare bene non basta se il fornitore lavora su sistemi superati e il rapporto non è regolato da un contratto.
Sembrano occhiali normali, ma hanno telecamera, microfono e connessione. L'EDPB pubblica la prima dichiarazione sugli occhiali smart: quando l'utente diventa titolare, perché produttori e fornitori di app non possono scaricare su di lui i propri obblighi e che cosa significa, in concreto, rendere visibile una registrazione.
Un piccolo comune valdostano usa le telecamere per traffico, parcheggi, targhe, ambiente e protezione civile. Una cittadina scopre che una inquadra la sua casa. Il Garante sanziona e chiarisce un punto che vale per ogni impianto: l'oscuramento delle aree private si progetta prima di accendere la telecamera, non dopo il reclamo.
Con la decisione 101/2026 del 12 maggio 2026 la Camera contenziosa dell'autorità belga per la protezione dei dati ha sanzionato un'azienda che aveva lasciato attiva, per oltre un anno dopo l'uscita, la casella di posta professionale di una persona che non lavorava più lì. Gli addebiti non riguardano soltanto la conservazione: trattamento senza base, difetto di trasparenza, assenza di misure tecniche e organizzative per la cancellazione, mancato rispetto del diritto di accesso. La linea dell'autorità è costante da anni e si riassume in due date: disattivazione il giorno dell'uscita, cancellazione dopo un mese.
Il 19 marzo 2026 l'EDPB ha avviato l'azione coordinata di enforcement dell'anno sugli obblighi di trasparenza e informazione degli artt. 12, 13 e 14 del GDPR. Partecipano venticinque autorità, ciascuna libera nel metodo: ispezioni, questionari ai titolari, lettura delle informative pubblicate sui siti, verifiche settoriali. I risultati nazionali vengono aggregati nella seconda metà del 2026 e l'EDPB pubblicherà un rapporto di sintesi con le raccomandazioni di seguito. Per chi si occupa di conformità il punto è che quest'anno il controllo parte da un testo che è già pubblico.
Dal 24 al 26 settembre 2026 Revolut ha sperimentato in tre caffetterie di Londra un sistema di pagamento che riconosce il volto alla cassa e lo confronta con il selfie caricato all'apertura del conto. L'adesione è volontaria, sopra 200 sterline serve un secondo controllo, e l'azienda dichiara la conformità al GDPR britannico. Per un DPO la parte interessante sta altrove: il volto usato per identificare è un dato biometrico ai sensi dell'art. 9, e nell'informativa convivono due dati distinti — il modello biometrico e la fotografia scattata alla cassa — con regole di cancellazione diverse.
Il 21 settembre 2026 il Comitato europeo per la protezione dei dati ha adottato le linee guida 04/2026 sull'esercizio del potere sanzionatorio in rapporto agli altri poteri correttivi, aperte alla consultazione pubblica fino al 13 novembre 2026. Sostituiscono le vecchie linee guida del Gruppo 29 e completano quelle del 2022 sul calcolo dell'importo. La differenza è sostanziale: quelle dicevano quanto, queste dicono se. E al quarto passo c'è una presunzione che sposta il peso della difesa.
Se dal sistema di fatturazione escono solo nome, ragione sociale, partita IVA e sede di un imprenditore, già pubblici nel registro, il rischio è di regola improbabile. Se escono anche identificativo nazionale, dettagli d'acquisto che rivelano la salute o dati finanziari, la notifica è dovuta. In ogni caso, la decisione va scritta nel registro interno.
Un addetto licenziato chiede i dati del GPS installato sull'auto aziendale per difendersi nella contestazione disciplinare. La società non li consegna e non spiega perché. Il Garante sanziona La Patria S.p.A. di Bologna e ricorda una regola che molti dimenticano: anche il no va motivato.
Codici personali, recapiti e dati sensibili su assenze per malattia, riabilitazione ed episodi nelle scuole, pubblicati nel darknet dopo un attacco. L'autorità svedese individua due mancanze concrete e sanziona direttamente il fornitore. E apre istruttorie sui clienti che lo avevano scelto.
Il Comitato europeo ha adottato le linee guida che dicono quando un'autorità di controllo deve infliggere una sanzione pecuniaria e quando può fermarsi a un ammonimento, un ordine o un divieto. Cinque passi, quattordici esempi, e una regola netta: se l'infrazione non è minore, la sanzione è la normalità.
Ottocento medici di famiglia, un componente aggiuntivo nel gestionale, una banca dati con le diagnosi e le prescrizioni di circa un milione di pazienti usata per studi commissionati dall'industria farmaceutica. Per la società i dati erano anonimi. Per il Garante no: il codice che seguiva ogni paziente nel tempo permetteva di isolarlo. Sanzione di 7 milioni, 120 giorni per adeguarsi.
Una società di consulenza informatica riceve centinaia di richieste di cancellazione, quasi tutte da candidati. Molti dati spariscono da soli, con la cancellazione automatica. Ma chi aveva chiesto non riceve risposta. Per la CNIL è una violazione dell'art. 12 anche quando il dato non c'è più: l'informazione sull'esito è un obbligo distinto dalla cancellazione.
L'art. 12, par. 2, non dice che i diritti devono essere possibili: dice che il titolare deve AGEVOLARNE l'esercizio. Un cartello che rimanda a un numero a pagamento impone un costo a chi vuole esercitarli e scoraggia chi è indeciso. L'esistenza di altre vie gratuite sul sito non ha sanato la violazione, perché era il cartello a indicare proprio il numero a pagamento.
Dal 2022 si sapeva come si calcola l'importo. Mancava la domanda prima: la sanzione va imposta? Le linee guida adottate in plenaria il 21 settembre danno alle autorità un percorso in cinque passi, quattordici esempi pratici e una regola che cambia le aspettative — se la violazione non è minore, la presunzione è che si sanzioni. Consultazione aperta fino al 13 novembre 2026.
Il 3 settembre 2026 la CNIL ha sanzionato l'Hôpital privé de la Loire per 500.000 euro. Un attaccante è entrato nel dossier paziente informatizzato con le credenziali di un medico e in cinque giorni ha estratto 524.867 cartelle, al ritmo di circa settantatré al minuto. Nessun allarme. Mancavano l'autenticazione a più fattori e qualunque strumento capace di accorgersi che qualcosa non andava.
Con la sentenza n. 359/2026 dell'8 luglio 2026 l'Audiencia Nacional ha annullato la sanzione da due milioni di euro che l'autorità spagnola aveva inflitto ad Amazon Road Transport Spain per aver chiesto ai candidati un certificato penale. Il ragionamento: l'art. 10 riguarda i dati relativi a condanne e reati, e un certificato che attesta l'ASSENZA di condanne non vi rientra automaticamente. La decisione è ancora impugnabile.
Il 25 settembre 2026 la Data Protection Commission irlandese ha pubblicato il rapporto sulla propria supervisione dei prodotti e servizi di intelligenza artificiale fra il 2021 e il 2025. Circa 180 prodotti seguiti, migliaia di pagine di valutazioni lette, e due punti che tornano in quasi ogni fascicolo: il legittimo interesse come base per l'addestramento, e la trasparenza di trattamenti che nessuno riesce a spiegare in modo semplice.
Il 7 settembre 2026, davanti al Dublin Metropolitan District Court, Brown Thomas Arnotts Limited si è dichiarata colpevole di cinque capi su ventuno per violazione del regolamento irlandese ePrivacy. Tre riguardavano l'assenza di un indirizzo valido per disiscriversi, due l'invio senza consenso valido. La somma pagata è di duemila euro. La cosa che conta non è la somma: è che si tratta di un procedimento penale.
Il 12 settembre 2026 Revolut ha confermato di aver comunicato dati di clienti a fronte di richieste fraudolente inviate da un dominio email di un'agenzia governativa legittima. Fra i dati usciti: data di nascita, indirizzi, numeri di telefono, copie di passaporti e patenti, selfie di verifica, estratti conto e storici delle transazioni. Circa 680 clienti contattati. Non è un'intrusione nei sistemi: è una violazione di dati personali per divulgazione non autorizzata, e riguarda una procedura che quasi nessuno ha scritto.
Il 21 settembre 2026 la Data Protection Commission irlandese ha chiuso l'istruttoria aperta nel febbraio 2020 su Google Ireland. Oggetto: i dati di posizione in tre funzioni — Web & App Activity, Location History, Location Accuracy — fra il 25 maggio 2018 e il 4 febbraio 2020. Sanzioni per 403 milioni di euro e sei mesi per rimettersi in regola. Il numero fa notizia; per chi lavora, il pezzo interessante è un altro.
Il canale si chiama Canal Prioritário e sta sul sito dell'autorità portoghese. Copre tre situazioni: accesso indebito a dati di minori, raccolta e diffusione di immagini o suoni con contenuto sensibile o violento senza consenso, pubblicità mirata ai minori. Può usarlo il minore stesso o chiunque se ne accorga. Per il DPO non è un adempimento in più: è un cambio di esposizione, e conviene sapere quali trattamenti tocca davvero.
Il piano Solo serve a chi comincia: tre clienti, un utente, tutte le aree documentali, il registro dell'art. 30, la gestione del data breach con il termine delle 72 ore. A diciannove euro era una spesa da valutare; a 9,99 è una decisione che si prende in un minuto. Il cambio è sul listino, non su un codice sconto: chi si iscrive oggi paga questo, e lo pagherà anche fra sei mesi.
Il caso è piccolo e la lezione è grande. L'ospedale è insieme luogo di cura e datore di lavoro della stessa persona, e quando le due vesti si toccano il dossier sanitario diventa lo strumento più comodo e più sbagliato. L'azienda lo aveva messo per iscritto alla Procura: quell'accesso non era abusivo, era «effettuato su mandato della direzione medica» «per lo svolgimento della prestazione lavorativa». È esattamente la frase che il Garante smonta.
La memoria difensiva è un elenco di cose che non si vedevano: non le cabine, non le docce, non i servizi; e vicino agli armadietti non ci sono panche «che possano indurre chi si sveste a sedersi lì e quindi a venire immortalato dall'impianto video». È un ragionamento per sottrazione, e in uno spogliatoio non funziona. Per il DPO il passaggio da trattenere è però un altro: fra le norme violate c'è l'art. 5, par. 1, lett. e), perché le settantadue ore di conservazione dichiarate non erano sorrette da nessuna valutazione che ne dimostrasse la necessità.
Un reclamo, un solo interessato, dati di contatto, gravità giudicata «bassa» dallo stesso Garante — e cinque milioni e mezzo di euro. Il calcolo non è punitivo: è la conseguenza di un fatturato oltre i 500 milioni, di un precedente del luglio 2025 e di sette mesi in cui la volontà del cliente era scritta in un sistema e ignorata da un altro. Per il DPO il punto operativo è uno: il canale che indichi nell'informativa non è l'unico canale valido.
Chi ha impostato un'opposizione sulla tardività del Garante deve rileggere il calendario. La Cassazione chiarisce tre cose: reclamo e procedimento sanzionatorio sono autonomi, quindi lo sforamento dei nove-dodici mesi sul reclamo non fa decadere il potere di sanzionare; i 120 giorni servono a notificare la contestazione, non a irrogare la sanzione; e decorrono dal «definitivo accertamento», che non è la prima notizia ma il momento in cui l'Autorità può valutare tutti gli elementi — contraddittorio con te compreso. Dopo la contestazione resta solo la prescrizione quinquennale.
Quattro settimane dalla fine della procedura sono il termine più corto d'Europa su questo dato, e non è un consiglio facoltativo: davanti a un reclamo è la prima cosa che l'autorità olandese verifica. La copia del documento d'identità è l'eccezione che spacca in tre il fascicolo del personale.
Tutti leggono il regolamento come un esercizio di classificazione del rischio. Sotto c'è una serie di termini di conservazione concreti quanto quelli fiscali: documentazione dieci anni dall'immissione sul mercato, registrazioni almeno sei mesi, segnalazioni di incidente entro quindici, dieci o due giorni. Niente di tutto questo sta in un registro che ha una riga sola per «sistema di IA».
Il quarto Bürokratieentlastungsgesetz ha accorciato due termini e ne ha lasciati intatti quattro. Chi ha messo otto anni dappertutto distrugge documenti che la verifica fiscale può ancora chiedere. Chi ha lasciato dieci viola la limitazione della conservazione, sul patrimonio informativo più completo che l'azienda possiede.
Alla domanda «quanti anni teniamo il fascicolo del dipendente» non esiste una risposta breve. Ci sono tre regimi, e quale si applichi lo decide la data di assunzione. Per uno dei tre il termine scende da cinquanta anni a dieci — ma solo dopo il deposito di un documento, e contati da un giorno completamente diverso.
La Spagna è fra i pochi Stati ad aver elencato per legge i casi in cui il responsabile della protezione dei dati è obbligatorio. Sono sedici lettere, dalla a) alla o), e si sommano — non sostituiscono — alle tre ipotesi dell'art. 37, par. 1. L'errore più caro non sta nell'elenco: sta nel comma 2, perché chi nomina un DPO volontariamente resta soggetto allo stesso regime e deve comunicarlo all'AEPD in dieci giorni.
Un registro che scrive «10 anni» nella colonna della conservazione non risponde alla domanda: la evita. La CNIL ragiona in tre fasi successive, e la seconda — l'archiviazione intermedia — esiste solo se i dati sono effettivamente separati dalla base attiva. È lì che si gioca la conformità, ed è esattamente quello che nessuno documenta.
La DPIA non è una formalità da spuntare dopo l'avvio. È una condizione da soddisfare PRIMA di iniziare il trattamento, e se il rischio non si riesce ad abbassare diventa obbligo di consultazione preventiva dell'autorità. L'elenco polacco enumera dodici categorie di operazioni, le WP248 nove criteri: soddisfarne due di solito basta.
«Siamo meno di 250 dipendenti, il registro non ci serve» è l'equivoco più diffuso in materia. L'esenzione dell'art. 30, par. 5 è subordinata a tre condizioni che valgono in alternativa: ne basta una. E «non occasionale» comprende le buste paga e la gestione clienti, cioè praticamente ogni impresa.
Chi tiene uno scadenzario della formazione ha una riga per i lavoratori, una per i preposti, una per gli addetti antincendio. Quasi nessuno ne ha una per il datore di lavoro, perché fino al 2025 un obbligo formativo generale non c'era: c'era solo il corso dell'art. 34 per chi assume su di sé il servizio di prevenzione, cioè una minoranza. Adesso ce n'è uno per tutti, con una data unica.
La sezione sapeva già rispondere a quattro domande separate — quali figure servono, quali documenti, chi non ha mai fatto un corso, quali attestati scadono — ma nessuno le metteva insieme, e per vedere l'effetto delle proprie scelte bisognava arrivare al sesto passaggio. Ora l'effetto si vede mentre si compila.
L'Italia aveva 155 regole proprie di conservazione contro le 232 del Portogallo, e il divario non era distribuito: era concentrato in sette domini. La sanità ne aveva 6 contro 23, l'antiriciclaggio 4 contro 13. Adesso l'Italia è a 205 e il divario strutturale è chiuso. Ma il numero conta meno del metodo: ogni regola nuova nasce non verificata, e si vede.
Non sono norme oscure. Una viene da un documento del Garante del 2024, una da una legge del 2023, una dal decreto antiriciclaggio che tutti citano. Il punto in comune è che nessuna delle tre riguarda un archivio che qualcuno ha deciso di creare: riguardano archivi che esistono da soli, e proprio per questo non li ha iscritti nessuno.
Non è una violazione informatica. È il principio di limitazione della conservazione applicato alla carta: documenti tenuti oltre il termine, in luoghi che non erano archivi, senza sapere più che cosa ci fosse dentro.
Il punto non è se si possa geolocalizzare un veicolo aziendale: si può. Il punto è ogni quanto. E il Garante aveva già detto nel 2018 che due minuti erano sproporzionati.
Non sostituisce il GDPR, ci si aggiunge. Per chi tiene il registro di un cliente sanitario le date da segnare sono quattro, non una, e la prima cade fra meno di sette mesi.
È l'unico punto del diritto europeo in cui il riuso di dati personali per addestrare un modello è previsto in modo espresso. Le condizioni sono sette e vanno soddisfatte tutte insieme.
Una campagna di sensibilizzazione non è un atto giuridico e non introduce nessun adempimento nuovo. Ma il momento in cui un'organizzazione misura il rischio psicosociale è un momento che riguarda anche chi si occupa di protezione dei dati — e questa è una lettura, non un contenuto della fonte.
La società è statunitense e non ha uno stabilimento in Italia, ma il Regolamento si applica lo stesso. Oltre alla sanzione, il divieto di trattare i dati delle persone che si trovano in Italia e l'ordine di cancellare quelli raccolti illecitamente.
L'AI Office segue i modelli per finalità generali, le autorità nazionali tutto il resto, l'EDPS le istituzioni europee. Sapere a chi risponde un cliente viene prima di sapere quanto rischia. E prima ancora viene distinguere i poteri che sono diventati esercitabili da quelli che sono stati esercitati.
Notificare una violazione oggi significa scrivere a più autorità con formati diversi negli stessi tre giorni. Il Comitato e il Garante europeo sostengono lo sportello unico, e mettono paletti su ENISA, sulla certificazione e sul rapporto fra sicurezza e diritti fondamentali.
Il regolatore britannico ha raccontato cosa succede prima delle indagini formali. Messe davanti alla scelta fra mettere in sicurezza il servizio o non essere più raggiungibili dal Regno Unito, sette piattaforme hanno scelto la seconda. È una vittoria, ma dice anche quanto costi poco andarsene.
Il caso più grave nasce dalla digitalizzazione degli archivi cartacei fra il 2013 e il 2022: oltre 1,17 milioni di schede, di cui 1,14 milioni relative ad adottati e circa 30.000 a bambini scomparsi, su dispositivi mal protetti e senza alcun registro degli spostamenti. L'ente si è accorto che i supporti mancavano solo durante i controlli del 2024 e del 2026.
Decisione del 25 agosto 2026. L'autorità brasiliana ha contestato le carenze del meccanismo di verifica dell'età sia nel feed accessibile senza registrazione sia in quello con account. Oltre alla multa, l'ordine di cancellare i dati raccolti irregolarmente e di impostare da sé i profili degli under 16 sulla configurazione più restrittiva.
Provvedimento del 18 giugno 2026, reso noto il 29 luglio. Un cittadino riceve email promozionali senza aver mai compilato il modulo per diventare socio. Dall'istruttoria emerge che chi non confermava la creazione dell'account finiva comunque nelle liste: la doppia conferma c'era, ma non era collegata a nulla.
Il 15 aprile 2026 l'EDPB ha adottato in bozza le Linee guida 1/2026 sulla ricerca scientifica. La consultazione pubblica si è chiusa il 25 giugno e il testo definitivo non è ancora uscito. Chi compila registri farebbe bene a leggere il capitolo sulla conservazione: la finalità di ricerca, da sola, non giustifica un termine aperto.
SATS chiedeva ai soci una foto conservata nel sistema di tesseramento e usata allo sportello per verificare l'identità di chi entra in palestra. Datatilsynet ha accertato che l'informativa indicava una base giuridica sbagliata, non spiegava il diritto di opposizione, e che le opposizioni venivano respinte senza dimostrare i motivi legittimi cogenti. Il termine per rimediare è l'11 settembre 2026.
Il 25 agosto l'autorità svedese ha pubblicato una guida sullo streaming dello sport giovanile. Molte società trasmettono online le partite dei ragazzi, e la guida indica i fattori che decidono cosa è ammesso. Ma la parte che vale la pena leggere è l'altra: la responsabilità quando il comune possiede l'impianto e l'associazione vuole installare le telecamere.
Il 19 agosto la CNIL ha tradotto per il pubblico la raccomandazione di maggio 2026 sulla valutazione della solvibilità. Dentro ci sono tre numeri e un principio che riguardano chiunque faccia scoring: ventiquattro mesi per gli incidenti passati, sei mesi per i dati di una domanda rifiutata, e un diritto di accesso al punteggio che non si liquida invocando il segreto commerciale.
Il 14 agosto il ministero dell'Economia francese ha comunicato che il sistema informativo della Direzione generale delle finanze pubbliche è stato violato: un terzo ha potuto consultare ed estrarre dati di privati e imprese. Identificativi e password non risultano coinvolti, e proprio per questo il rischio non è l'accesso agli account ma il phishing costruito su dati fiscali veri.
Il 24 agosto la CNIL ha pubblicato le regole per gli spazi di lavoro digitali usati nelle scuole. Il punto che cambia le carte in tavola non è la protezione dei minori ma un principio di diritto amministrativo: la neutralità del servizio pubblico dell'istruzione include la neutralità commerciale, quindi i traccianti a fini pubblicitari o di profilazione sono in linea di principio vietati. Se lo strumento li ha, il titolare deve disattivarli.
Il 24 agosto la CNIL ha pubblicato due testi sullo stesso argomento, uno per la scuola e uno per l'università. Chi legge solo il primo e lo applica al secondo sbaglia in un punto preciso: nella scuola i traccianti pubblicitari sono «in linea di principio vietati», nell'istruzione superiore la CNIL «raccomanda di privilegiare» strumenti che non li usino. Il resto — base giuridica, AIPD, garanzie del responsabile, trasferimenti — coincide.
È la seconda sanzione più alta mai irrogata sotto il GDPR, dietro solo al miliardo e duecento milioni di Meta. Non riguarda un trasferimento di dati né una violazione di sicurezza: riguarda l'art. 22, la norma sulle decisioni automatizzate che quasi nessuno documenta perché sembra riguardare solo le grandi piattaforme. Riguarda invece chiunque lasci decidere un software su qualcosa che pesa sulla vita di una persona.
Per anni la Polonia è stata considerata un mercato a basso rischio sanzionatorio. Quel presupposto non regge più: in dodici mesi l'importo complessivo è passato da quattordici a oltre sessantaquattro milioni di zloty, e le tre sanzioni più alte nella storia del paese portano tutte la stessa data. Se segui un cliente con una filiale, un fornitore o un centro servizi in Polonia, il calcolo del rischio è cambiato.
Abbiamo fatto una domanda semplice a chi usa la piattaforma: quando arriva una richiesta dell'autorità, quali carte tiri fuori? La risposta conteneva quarantasei categorie che non avevano una casella e finivano tutte in «Altri documenti». Le abbiamo aggiunte. Poi abbiamo dovuto rifare la pagina, perché settantasette riquadri grigi in griglia sono peggio di trentuno.
Una DPO ha provato la piattaforma per qualche giorno e ha scritto che mancavano il registro delle violazioni, la valutazione del rischio, il caricamento dei documenti e i prezzi. Tre delle quattro c’erano già. Non le ha trovate perché stanno dentro la scheda del cliente, e nel menu non compaiono. Da qui due aggiunte: la valutazione del rischio, che davvero mancava nel registro, e una barra di ricerca che risponde a «violazione», «72 ore», «art. 33» o «breach» dicendo anche dove si trova quello che cerchi.
La segnalazione è arrivata da una DPO in prova: «nelle misure di sicurezza posso solo scrivere». Aveva ragione. Da oggi le misure si scelgono da un catalogo diviso in nove gruppi, restano integrabili a mano, e il programma propone quelle pertinenti guardando le categorie di dati e i trasferimenti. Cambiano anche le categorie di dati, che ora hanno un secondo livello descrittivo, e il paese di destinazione, che non è più un campo libero.
La limitazione della conservazione è il principio che in sede di verifica si dimostra peggio, perché la risposta cambia per ogni categoria di dato e per ogni paese. In piattaforma ci sono 960 regole già scritte. Ma il punto non è il numero: è che di 232 regole portoghesi solo 99 hanno una durata esprimibile con un numero, e che 95 sono dichiarate «riferimento corrente» invece che «verificato». Dirlo è più utile che nasconderlo.
Una catena di negozi fallisce. Gli ex dipendenti hanno bisogno dei propri cartellini per documentare gli stipendi non pagati, ma l'unico che li possiede è il fornitore del software di rilevazione presenze, che risponde di non poter comunicare nulla a nessuno — «nemmeno agli interessati stessi» — perché il contratto con il titolare è finito. L'Autorità norvegese ha deciso il contrario: quando resti l'unico a decidere sui dati, il titolare sei tu.
Testare un nuovo gestionale del personale con dati veri non è vietato: lo è trasferire più campi di quanti servano al test. Il Bundesarbeitsgericht ha condannato un datore di lavoro a duecento euro perché aveva caricato stipendio, indirizzo privato, codice fiscale e stato civile pur avendo concordato con il consiglio aziendale una lista di nove campi. E ha ribadito che il ritardo nel rispondere a una richiesta di accesso, da solo, non è un danno.
Chi ha letto solo il titolo — «l'AI Act slitta» — sta lavorando su un'informazione sbagliata. La data del 2 agosto 2026 non è sparita: ha cambiato contenuto. Quello che è rimasto riguarda molti più clienti di quello che è slittato.
Serviva qualcosa da mettere in mano al cliente che dice «abbiamo attivato l'IA nel gestionale». L'autorità olandese ha pubblicato un'autovalutazione sui sistemi di IA generativa: quattro momenti, e in ognuno una decisione che va documentata.
La Cyberbeveiligingswet è entrata in vigore il 15 agosto 2026. Il numero che conta non è ottomila: è centotrentatremila, cioè le piccole e medie imprese olandesi che la legge raggiunge non perché rientrino nell'ambito, ma perché forniscono qualcuno che ci rientra.
I dati del primo semestre 2026 dicono due cose diverse. La prima è che il numero di persone avvisate è dominato da pochissimi incidenti enormi. La seconda, più scomoda per chi valuta il rischio, è che l'IA compare in una violazione su quattro.
Il 10 agosto 2026 l'autorità francese ha messo per iscritto come si riconosce e come si risolve un conflitto di interesse in capo al DPO. Il criterio è uno solo: se nelle altre funzioni il DPO determina finalità e mezzi di un trattamento, non può poi sorvegliarlo. Non si può essere giudice e parte.
Il 5 agosto 2026 l'autorità francese ha chiarito i confini di un diritto che viene esercitato spesso e capito male. Contro un organo di stampa restano applicabili l'opposizione e la cancellazione, non l'accesso o la rettifica. E il rifiuto va motivato in concreto: sei formule generiche vengono indicate come non ammissibili.
Ogni anno l'EDPB sceglie un tema e tutte le autorita' nazionali lo verificano insieme, nello stesso periodo, con questionari e ispezioni. Per il 2026 il tema e' la trasparenza: come i titolari informano le persone di cosa succede ai loro dati. Nel mirino ci sono l'art. 13, quando i dati arrivano dall'interessato, e l'art. 14, quando arrivano da altrove. L'autorita' ceca ha gia' messo il tema nel proprio piano di controlli.
Il 24 luglio 2026 l'autorità portoghese ha approvato il piano pluriennale 2027-2029 e il piano di attività 2027. È il tipo di documento che quasi nessuno legge e che dice, con anni di anticipo, dove si concentrerà la vigilanza: formazione digitale, vulnerabilità digitale, capacità di regolazione sul DSA, competenze sull'IA e neurodati.
Con la Deliberazione 2022/1072 la CNPD portoghese ha applicato all'INE una sanzione unica di 4,3 milioni di euro per cinque violazioni commesse durante il censimento 2021. La piu' istruttiva non e' quella sui dati sanitari e religiosi: e' che l'INE, pur esistendo un ufficio dell'azienda a Lisbona, ha contrattualizzato con la societa' statunitense, accettando il foro della California e il transito dei dati su duecento server, con le clausole contrattuali tipo e nessuna misura supplementare.
Nella causa C-621/22 la Corte di giustizia ha stabilito che un interesse commerciale puo' costituire un legittimo interesse ai sensi dell'art. 6, par. 1, lett. f). Molti hanno letto solo quella riga. Il resto della sentenza ricorda che le condizioni restano tre e cumulative, e che la terza - il bilanciamento con le ragionevoli aspettative dell'interessato - e' quella su cui il caso concreto e' stato perso. Per il DPO la conseguenza e' pratica: il legittimo interesse esiste solo se e' scritto da qualche parte.
Le sanzioni delle autorita' fanno notizia, le cause civili fanno il fatturato degli avvocati. Dal 2023 la Corte di giustizia ha chiarito che il risarcimento ex art. 82 richiede tre elementi cumulativi - violazione, danno, nesso - ma senza alcuna soglia di gravita'. E ha stabilito che il timore fondato che i propri dati finiscano in mani sbagliate e' gia' un danno immateriale. Per il titolare cambia dove si gioca la partita: non piu' sulla gravita', ma sulla prova delle misure adottate.
Dopo il DSA e prima del DMA e dell'AI Act, il quarto tassello del mosaico normativo europeo tocca il rapporto fra concorrenza e protezione dei dati. Non e' un tema teorico: riguarda i dati come asset di mercato, le concentrazioni, e la posizione di chi tratta dati perche' domina un mercato. L'EDPB e la Commissione chiedono contributi prima di scrivere, e questa volta il termine e' vicino.
Il 1 luglio 2026 l'EDPB e l'Autorita' antiriciclaggio europea hanno annunciato linee guida congiunte su un punto che nessuno dei due poteva risolvere da solo: come possono banche, professionisti e autorita' scambiarsi informazioni sui sospetti senza costruire archivi di sospettati fuori controllo. La facolta' entra in vigore il 10 luglio 2027, la consultazione pubblica e' attesa nella prima meta' dello stesso anno. Chi ha clienti fra i soggetti obbligati ha un anno per prepararsi.
Il numero e la complessita' dei reclami stanno aumentando, anche per l'uso crescente dell'IA, e le autorita' dicono apertamente che le risorse non bastano. Le soluzioni sulla scrivania: operazioni congiunte, messa in comune di risorse fra autorita' e il futuro regolamento sulle procedure.
L'autorita' capofila voleva chiudere il caso sostenendo un abuso degli artt. 77 e 80(1). L'autorita' austriaca si e' opposta, l'EDPB le ha dato ragione: ne' l'elemento oggettivo ne' quello soggettivo dell'abuso erano dimostrati. Il reclamo torna indietro e va deciso nel merito.
Il 9 luglio 2026 la CNIL ha aggiornato la propria pagina sul controllo dell'attivita' del personale. Il contenuto sembra ripasso, ma c'e' un punto che nella pratica italiana si sottovaluta di continuo: le condizioni sono tre, sono cumulative, e due delle tre non hanno niente a che vedere con quanto e' invasivo lo strumento.
Il 3 luglio 2026 il ministero del Lavoro francese, l'AFCDP e la CNIL hanno pubblicato la quinta edizione dell'Osservatorio del mestiere di DPO, condotta dall'Afpa. La lettura facile e' che i DPO stanno diventando i referenti dell'IA. La lettura utile e' un'altra: fra quanti vogliono l'AI Act nel proprio perimetro e quanti sanno di cosa si tratta c'e' uno scarto di 44 punti, e l'AI Act il DPO non lo nomina mai.
Il 24 giugno 2026 il Verwaltungsgerichtshof austriaco ha chiuso un procedimento aperto dal 2019, riducendo a 13 milioni di euro la sanzione per il trattamento di 'affinita' di partito' calcolate su circa 2,2 milioni di persone. I titoli parleranno dello sconto. Per un DPO conta il resto: la Corte dice che per punire una persona giuridica non serve alcun atto degli organi di vertice, che disporre di risorse per farsi consigliare alza l'asticella invece di abbassarla, e che le contestazioni su DPIA e registro dei trattamenti cadono per assorbimento - non perche' quei documenti fossero corretti.
Il 26 gennaio 2026 l'autorita' svedese ha sanzionato Sportadmin i Skandinavien AB con 6.000.000 di corone per violazione dell'art. 32.1. La piattaforma gestisce iscritti, fatture e siti di societa' sportive: l'attacco del 16 gennaio 2025 ha esposto i dati di 2.126.075 persone, in maggioranza bambini, con allergie e disabilita' fra le informazioni. Il passaggio da leggere due volte e' un altro: dal 2021 l'azienda aveva individuato nelle proprie revisioni annuali il rischio di SQL injection, e IMY lo cita per fondare la colpa grave.
Il governo olandese ha designato l'Autoriteit Persoonsgegevens e la Rijksinspectie Digitale Infrastructuur come autorita' nazionali di coordinamento per l'AI Act. L'agenda di lavoro 2026 elenca cinque priorita': vigilanza sistemica, trasparenza e spiegabilita', quadri e standard, verifica di bias e correttezza contro la discriminazione, alfabetizzazione in materia di IA. Le prime azioni formali sono attese nel corso del 2026, a partire da chi usa pratiche vietate o trascura in modo dimostrabile l'obbligo di alfabetizzazione.
Nel bilancio pubblicato il 6 luglio 2026 la CNIL conta 23 nuove sanzioni adottate da gennaio con la procedura semplificata, per un totale di 133.750 euro. Le violazioni ricorrenti sono tre: videosorveglianza eccessiva, banner cookie non conformi, mancato riscontro alle richieste di accesso e cancellazione. Un esempio del genere di destinatario: 7.500 euro a una societa' che gestisce servizi igienici pubblici, il 2 aprile.
Il 26 maggio 2026 la formazione ristretta della CNIL ha inflitto a IQVIA Operations France una sanzione di 5 milioni di euro. La societa' gestisce due archivi di dati sanitari per studi conto terzi: LRX, autorizzato nel 2018 e alimentato da circa 14.000 farmacie, ed EMR, autorizzato nel 2021 e alimentato da diverse migliaia di medici. Fra le contestazioni, la piu' istruttiva: il software gestionale in uso nelle farmacie trasmetteva i dati dei clienti a IQVIA anche in caso di rifiuto.
Il 12 giugno 2026 la Korkein hallinto-oikeus, la Corte suprema amministrativa finlandese, ha respinto il ricorso di Verkkokauppa.com contro la sanzione del collegio sanzionatorio del Garante finlandese (decisione KHO 12.6.2026/1604). L'importo originario era di 856.000 euro, ridotto dal tribunale amministrativo a 792.639 euro sulla base del fatturato piu' recente della societa'. La contestazione non riguarda una violazione dei dati: riguarda il fatto che l'azienda non avesse definito i tempi di conservazione dei dati degli account cliente.
Il 25 maggio 2026 il Presidente dell'UODO ha sanzionato il sindaco di Myslenice per 7.700 zloty. Nel Bollettino di informazione pubblica del Comune era finita una petizione non anonimizzata: nomi, cognomi, indirizzi di residenza e firme autografe di 749 persone. Il punto della decisione non e' la pubblicazione, che il Comune ha corretto sostituendo il file: e' che la violazione non e' mai stata notificata all'autorita', nemmeno dopo che l'autorita' lo aveva chiesto.
Il 29 luglio 2026 la Afdeling bestuursrechtspraak del Raad van State ha respinto l'appello dell'Autoriteit Persoonsgegevens contro il comune di Enschede, confermando la sentenza del tribunale di Overijssel del febbraio 2024. La multa di 600.000 euro, irrogata nel marzo 2021 per il conteggio dei visitatori del centro citta' tramite sensori che captavano i MAC address dei dispositivi con il wifi acceso, resta annullata. Il motivo non e' che il tracciamento fosse lecito: e' che l'autorita' non ha dimostrato a sufficienza che i MAC address raccolti fossero qualificabili come dati personali e che vi fosse quindi un trattamento.
Il 22 giugno 2026 il Presidente dell'UODO Miroslaw Wroblewski ha chiuso il procedimento aperto su segnalazione di violazione della societa' Energa-Obrot: ammonimenti al titolare e ai responsabili del trattamento, e una sanzione amministrativa di 10.145 zloty a uno dei responsabili. All'origine, l'uso di WhatsApp da parte dei rappresentanti commerciali di una rete di vendita porta a porta durante la pandemia: sul telefono privato di un ex agente c'erano scansioni e fotografie dei contratti dei clienti, in conversazioni di gruppo, per molti mesi.
L'8 maggio 2026 la Data Protection Commission irlandese ha chiuso l'istruttoria su una serie di violazioni dei dati personali presso Permanent TSB, notificate per la prima volta nel maggio 2022. Soggetti malintenzionati, in possesso di alcune informazioni sui clienti, chiamavano il contact center Open24 spacciandosi per i titolari dei conti, ottenevano l'accesso e modificavano i dati dei conti. Alcuni clienti hanno perso denaro. L'autorita' ha emesso una reprimenda e sanzioni per complessivi 277.500 euro.
L'Autoriteit Persoonsgegivens ha fissato tre priorita' strategiche per il periodo 2026-2028: sorveglianza di massa, intelligenza artificiale e resilienza digitale. Nel piano annuale 2026 l'autorita' dichiara di destinare piu' capacita' ad AI e algoritmi e di concentrarsi sui sistemi su larga scala con impatto sociale rilevante, senza distinguere fra settore pubblico e privato. Per chi segue clienti nei Paesi Bassi, o valuta di entrare in quel mercato, e' l'informazione piu' utile dell'anno - e costa zero.
L'Autoriteit Persoonsgegevens olandese ha aumentato budget e organico e ha indicato trasparenza, tracciamento e cookie tra le priorita' di vigilanza per il 2026, con un approccio dichiaratamente meno consultivo e piu' sanzionatorio. In Polonia il Presidente dell'UODO ha spostato l'attenzione sulle piccole e medie imprese, un segmento fino a ieri poco toccato dai controlli. Per chi segue clienti in quei Paesi, o valuta di farlo, sono due segnali che cambiano il rapporto costi-benefici della conformita'.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha irrogato a Piaggio & C. Spa una sanzione di 460mila euro per il modo in cui la societa' gestiva le caselle di posta elettronica aziendale. L'istruttoria, aperta su reclamo di due ex dipendenti, ha accertato l'acquisizione di 112 email durante il rapporto di lavoro, alcune risalenti a circa due anni prima che nascesse il sospetto di illecito, resa possibile da backup conservati per tutta la durata del rapporto e fino a cinque anni dopo la cessazione. Oltre alla sanzione, l'Autorita' ha vietato alla societa' l'accesso ai dati raccolti.
Il Garante ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto legislativo che attua l'AI Act in Italia. Il decreto definisce la governance nazionale e designa l'Autorita' come vigilanza del mercato per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio impiegati nei settori piu' sensibili per i diritti fondamentali: giustizia, attivita' di contrasto, immigrazione, gestione delle frontiere e processi democratici. Fra le condizioni poste, una interessa qualunque organizzazione: estendere il divieto di decisioni basate esclusivamente su sistemi automatizzati anche alle valutazioni che incidono sul rapporto di lavoro.
A seguito di una notifica di data breach e di un reclamo, il Garante ha sanzionato la Citta' Metropolitana di Sassari per aver configurato erroneamente il proprio protocollo informatico, rendendo accessibili documenti con dati personali a soggetti che, per ruolo e mansioni, non erano autorizzati a trattarli. La sanzione e' di 12mila euro, ma il principio vale per ogni ente e per ogni azienda che usi un sistema di gestione documentale: la protocollazione non e' un'attivita' neutra, e il default di visibilita' totale e' una violazione dei principi di integrita' e riservatezza.
Per due anni il 2 agosto 2026 e' stato indicato come il giorno in cui sarebbero scattati gli obblighi per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio. Il pacchetto Digital Omnibus ha modificato quel calendario: i requisiti per i sistemi ad alto rischio dell'Allegato III slittano al 2 dicembre 2027 per quelli autonomi e al 2 agosto 2028 per quelli incorporati in prodotti gia' soggetti a normativa settoriale. Il 2 agosto resta pero' una data operativa: diventano applicabili gli obblighi di trasparenza dell'art. 50 e la piena operativita' di governance e sanzioni, con le autorita' nazionali che acquisiscono pieni poteri.
L'autorita' danese ha indicato il consenso ai cookie come priorita' di vigilanza per il 2026, in coordinamento con la Digitaliseringsstyrelsen, che sorveglia l'attuazione della direttiva ePrivacy mentre Datatilsynet applica il GDPR. Ma la Danimarca ha una particolarita' che cambia la lettura di ogni suo provvedimento: l'ordinamento costituzionale non consente a un'autorita' amministrativa di irrogare sanzioni pecuniarie punitive. Il considerando 151 del GDPR lo prevede espressamente per Danimarca ed Estonia: la sanzione viene decisa da un giudice come pena, su segnalazione dell'autorita' alla polizia.
Con la delibera n. 2026-042 del 12 marzo 2026, resa pubblica il 14 aprile, la CNIL ha adottato la raccomandazione definitiva sui pixel di tracciamento nelle email: per la generalita' degli usi di marketing serve il consenso preventivo, come per i cookie. Alle basi contatti gia' raccolte era concesso un periodo di tre mesi per informare e consentire l'opposizione, scaduto il 14 luglio 2026, con controlli annunciati da quella data. In Italia il Garante e' arrivato alla stessa conclusione con il provvedimento n. 284 del 17 aprile 2026 (G.U. n. 98 del 29 aprile), ma con un termine di adeguamento piu' lungo.
Il Garante ha sanzionato Wind Tre per 1.715.600 euro (provv. n. 348 del 14 maggio 2026, reso noto con la newsletter del 16 luglio). Il punto di partenza non e' un attacco informatico sofisticato: persone che si sono presentate come tecnici dell'assistenza hanno convinto gli operatori di due punti vendita a consentire l'accesso ai sistemi aziendali. Da li' sono stati esfiltrati i dati anagrafici e di contatto di 365.048 clienti; per 41.359 di essi anche le informazioni sui metodi di pagamento, tra cui IBAN, bollettini postali e carte di credito con numero parzialmente oscurato e scadenza. Contestate la violazione del principio di integrita' e riservatezza (art. 5.1.f) e degli obblighi di sicurezza (art. 32.1.b).
Nel gennaio 2026 la CNIL ha sanzionato American Express per 1,5 milioni di euro per violazioni in materia di cookie, confermando che il tema resta una priorita' autonoma di controllo accanto a intelligenza artificiale e cybersicurezza. Nel 2025 le decisioni su cookie erano state 21, per un ammontare complessivo superiore a 475 milioni. Le contestazioni ricorrenti sono sempre le stesse: tracciatori installati prima del consenso, pulsante di rifiuto meno visibile o piu' distante di quello di accettazione, informazioni inadeguate.
Un cliente aveva chiesto di accedere ai propri dati contenuti in una telefonata registrata con il servizio clienti. La societa' aveva negato, ritenendo prevalente la tutela della riservatezza dell'operatore. Il Garante ha stabilito che la richiesta poteva essere soddisfatta anche mediante la consegna della trascrizione, purche' siano oscurati gli elementi che consentono di identificare gli altri soggetti coinvolti: considerati il contesto professionale della telefonata e il suo oggetto, relativo a un contratto di fornitura, l'oscuramento non avrebbe pregiudicato la riservatezza dell'operatore.
Il Comitato europeo per la protezione dei dati ha adottato, nella plenaria di luglio 2026, le linee guida sull'anonimizzazione e quelle sul web scraping nel contesto dell'intelligenza artificiale generativa, oltre alla versione definitiva delle linee guida sul trattamento di dati personali mediante tecnologie blockchain. Tre documenti che toccano altrettante domande ricorrenti: quando un dato e' davvero anonimo, a quali condizioni si possono raccogliere dati dal web per addestrare modelli, e come si concilia l'immutabilita' di una catena di blocchi con i diritti degli interessati.
L'Autorita' spagnola ha sanzionato Amadeus IT Group per 18 milioni di euro (ridotti a 14,4 con pagamento volontario) per aver aggregato in profili i dati di prenotazione dei viaggiatori a fini di sviluppo prodotto. L'istruttoria transfrontaliera ha accertato il riuso di dati raccolti anni prima da compagnie aeree e agenzie, per finalita' che gli interessati non potevano ragionevolmente attendersi, senza informativa ai sensi dell'art. 14 e senza un valido bilanciamento del legittimo interesse.
L'Autorita' norvegese ha concluso un procedimento avviato dopo un audit sulle entita' nordiche di un gruppo della distribuzione, accertando piu' violazioni relative al programma fedelta': consenso raccolto in modo non valido, nuove finalita' di trattamento introdotte senza valutazione, bilanciamento del legittimo interesse insufficiente e mancata risposta alle richieste degli interessati entro i termini. Gli iscritti coinvolti nell'area nordica sono oltre sei milioni.
Con tre provvedimenti adottati nella stessa seduta del 3 luglio 2026, il Garante ha colpito la catena del credit scoring applicato alle forniture di energia: Experian Italia (doc. 10273659), Hera Comm (doc. 10273926) e Cerved (doc. 10273976). Le contestazioni si somigliano e disegnano un quadro chiaro: informative carenti, principi di minimizzazione e limitazione della conservazione violati, privacy by design e by default disattese, riscontri alle richieste di accesso inadeguati e rapporti art. 28 mal governati lungo la filiera.
Un adempimento preliminare che quasi tutti trascurano torna al centro dell'attenzione: l'art. 4 del D.Lgs. 24/2023 impone di attivare il canale interno di segnalazione dopo aver sentito le rappresentanze o le organizzazioni sindacali. Le Linee guida ANAC chiariscono che il mancato coinvolgimento rende la procedura non conforme e puo' comportare una sanzione ex art. 21. Vale anche per gli aggiornamenti sostanziali della procedura, non solo per la prima attivazione.
Con la newsletter del 16 luglio 2026 il Garante ha reso nota la sanzione di 1,7 milioni di euro a Wind Tre a seguito di un data breach con esfiltrazione dei dati di circa 365mila clienti. Il caso conferma la linea dell'Autorita' sui grandi operatori: l'incidente in se' non e' la colpa - la colpa sono le misure di sicurezza inadeguate rispetto al rischio (art. 32) e la gestione della violazione. Nella stessa newsletter: due societa' di recupero crediti sanzionate (50mila e 30mila euro) e il diritto del cliente ad accedere all'audio delle chiamate con l'assistenza (caso Enel).
Con provvedimento del 3 luglio 2026 (reso noto il 9 luglio) il Garante ha sanzionato per 158.000 euro Character Technologies Inc., la societa' USA di Character.AI: informativa carente (artt. 12-14), DPIA predisposta in ritardo rispetto all'avvio del servizio, designazione tardiva del rappresentante UE (art. 27) e criticita' nella tutela dei minori e nella verifica dell'eta'. Oltre alla sanzione, correttivi entro 120 giorni: age verification funzionante, periodo di raffreddamento efficace contro le re-iscrizioni dei minori bloccati, profili dei minorenni privati per impostazione predefinita.
Nella newsletter del 17 giugno 2026 il Garante ha ribadito un principio destinato a pesare ben oltre le liti familiari: la pubblicazione di foto di figli minorenni sui social richiede il consenso di ENTRAMBI i genitori. In caso di disaccordo, prevale la tutela del minore. Per il DPO e' un criterio operativo che investe scuole, asili, societa' sportive, parrocchie e aziende che pubblicano immagini di minori a fini promozionali.
Con un comunicato rivolto al settore ricettivo, il Garante ha ribadito che gli albergatori non possono conservare copia dei documenti d'identita' degli ospiti: l'obbligo di legge (art. 109 TULPS) e' identificare l'ospite e trasmettere i dati alle autorita' di pubblica sicurezza tramite il portale Alloggiati Web - dopo la comunicazione, le copie dei documenti vanno distrutte o cancellate. Una prassi diffusissima diventa un rischio sanzionatorio concreto.
L'EDPB ha messo in consultazione pubblica un nuovo modello armonizzato di notificazione dei data breach, pensato per uniformare le informazioni richieste dalle autorita' dei diversi Stati membri. Per i DPO e' una notizia operativa: il contenuto della notifica art. 33 tende a standardizzarsi, e chi ha gia' una procedura interna strutturata (fatti, categorie, valutazione del rischio, misure) si trovera' il lavoro gia' pronto.
Con il provvedimento n. 170/2026 il Garante ha sanzionato Enel Energia per 563.052 euro: durante contatti prettamente gestionali (conferma subentro, pratiche di fornitura), anche tramite societa' terze, venivano formulate offerte commerciali senza idonea base giuridica - perfino a clienti iscritti al Registro delle Opposizioni o che avevano negato espressamente il consenso marketing. Contestati anche il meccanismo di ricontatto in opt-out (SMS con 90 secondi per rifiutare) e la selezione dei partner: uno era stato contrattualizzato due mesi dopo essere stato sanzionato dal Garante proprio per marketing.
Con ordinanza ingiunzione n. 419 del 28 maggio 2026 il Garante ha dichiarato illeciti trattamenti di dati personali effettuati da AgID - Agenzia per l'Italia digitale, con sanzione di 55.000 euro e pubblicazione del provvedimento sul sito dell'Autorita'. Le violazioni contestate riguardano i principi di liceita', correttezza e limitazione della finalita' (art. 5), gli obblighi informativi verso gli interessati (artt. 12 e 14) e la protezione dei dati fin dalla progettazione (art. 25).
Con il provvedimento n. 342 del 2026 il Garante ha ribadito che i dati sullo stato di salute o sul percorso psicologico del personale non possono essere resi accessibili al datore di lavoro, neppure in forma aggregata. Il caso chiude il cerchio con l'AI Act, che vieta espressamente i sistemi di IA per inferire le emozioni delle persone sul luogo di lavoro (art. 5): il benessere organizzativo non puo' trasformarsi in sorveglianza emotiva.
A luglio 2026 Trenitalia ha informato i propri clienti di un data breach subito circa otto mesi prima. Il caso, al di la' degli esiti, e' una lezione da manuale sulla differenza tra la notifica al Garante entro 72 ore (art. 33) e la comunicazione agli interessati 'senza ingiustificato ritardo' quando il rischio per i loro diritti e' elevato (art. 34): otto mesi sono difficili da giustificare, e nel frattempo gli interessati non hanno potuto proteggersi.
Il 2 luglio 2026 il Garante ha presentato alla Camera la Relazione sull'attivita' 2025: 807 provvedimenti collegiali, 506 correttivi e sanzionatori, oltre 37,7 milioni di euro di sanzioni riscosse (+54,5% sul 2024), 2.415 data breach notificati (+10%), 130 ispezioni. Al centro l'intelligenza artificiale: da DeepSeek ai deepfake, dal riconoscimento facciale in aeroporto alla sorveglianza dei lavoratori.
Con provvedimento del 29 aprile 2026 il Garante ha sanzionato Lepida (100.000 euro), uno dei principali gestori SPID italiani: oltre 7.000 operatori di sportello potevano consultare dati e scaricare copie di documenti d'identita' e tessere sanitarie di piu' di 1,5 milioni di cittadini, anche senza alcuna necessita' operativa. Accertati accessi 'per mera curiosita'' e documenti che restavano archiviati sulle postazioni degli operatori dopo il riconoscimento.
Il 29 giugno 2026 il Consiglio UE ha approvato la proposta di regolamento che razionalizza e semplifica alcune norme relative all'intelligenza artificiale, modificando l'AI Act (pacchetto 'Digital Omnibus'). Il negoziato prosegue con il Parlamento: fino all'adozione finale, il testo vigente dell'AI Act resta il riferimento, incluse le scadenze di agosto 2026 sugli obblighi di trasparenza.
Il Garante ha sanzionato la compagnia Emirates con 180.000 EUR per il trattamento dei dati sanitari dei passeggeri a ridotta mobilita'. Il caso e' nato dal reclamo di una passeggera a cui era stato chiesto di compilare un modulo medico pur non rientrando nelle categorie tenute a farlo. Il dato interessante per i DPO: la raccolta in se' era lecita, ma sono stati contestati informativa lacunosa e conservazione eccessiva (7 anni).
Con il provvedimento n. 311 del 29 aprile 2026 il Garante ha ritenuto illecito l'uso, da parte del datore di lavoro, dei dati raccolti tramite la carta fedelta' per fondare il licenziamento di una dipendente. Quei dati erano stati raccolti per gestire il programma di fidelizzazione, non per controllare o sanzionare il personale. Il punto per i DPO: avere un dato non significa poterlo usare per qualsiasi scopo.
Per il 2026 l'EDPB (il board delle autorita' privacy europee) ha scelto la TRASPARENZA come tema dell'azione di enforcement coordinata: si controllera' come le organizzazioni informano gli interessati ex artt. 12-14. Tradotto: informative chiare, complete e verificabili. Occasione per fare un check ai documenti dei tuoi clienti.
Le sanzioni GDPR cumulate hanno superato 7,1 miliardi di euro su oltre 1.400 decisioni. L'enforcement non rallenta, accelera. E contrariamente a un mito diffuso, le PMI vengono sanzionate: con importi minori ma con la stessa severita' proporzionale. Il messaggio per il DPO e' netto.
In Francia l'autorita' (CNIL) ha sanzionato IQVIA per 5 milioni di euro chiarendo un punto che molti confondono: pseudonimizzare i dati - anche sanitari - non equivale ad anonimizzarli. I dati pseudonimizzati restano dati personali e vanno trattati con tutte le garanzie del Regolamento, comprese quelle rafforzate dell'art. 9.
Il Tribunale di Roma ha annullato la sanzione da 15 mln di euro che il Garante aveva irrogato a OpenAI nel 2024. Il giudice non entra nel merito (base giuridica, informativa, age verification): accoglie il motivo sulla competenza. Per i trattamenti transfrontalieri conta lo sportello unico e l'autorita' capofila.
Il Garante ha fissato gli ambiti ispettivi per il 2026, con il supporto del Nucleo della Guardia di Finanza. Tra i temi: data breach nelle banche dati pubbliche e accessi abusivi. Chi documenta autovalutazione e lesson learning ottiene un trattamento sanzionatorio diverso.
La CNIL ha sanzionato France Travail (ex Pole Emploi) per 5 milioni di euro dopo una violazione che ha esposto i dati di circa 36,8 milioni di persone. Gli attaccanti hanno usato il social engineering sugli account dei consulenti partner. La lezione: avere i piani di sicurezza non basta, vanno implementati davvero.
La CNIL ha sanzionato la software house Nexpublica per 1,7 milioni di euro: il suo gestionale PCRM, usato dai servizi sociali, esponeva documenti sensibili (anche sulla disabilita') ad altri utenti. Le falle erano note da audit precedenti ma erano rimaste aperte. Caso emblematico per chi tratta dati sanitari.
L'Agencia Espanola de Proteccion de Datos ha sanzionato Aena per oltre 10 milioni di euro per aver avviato il programma di imbarco biometrico senza completare una DPIA adeguata. Non un data breach: una carenza di accountability preventiva.
L'Autoriteit Persoonsgegevens ha confermato la sanzione da 290 milioni a Uber per trasferimenti illeciti verso gli USA. Intanto l'Autorita' definisce tre priorita' strategiche per i prossimi due anni che ogni DPO dovrebbe conoscere.
Il Garante ha sanzionato The European House - Ambrosetti spa con 85.000 EUR a seguito di un data breach del 2024 che ha coinvolto 61.670 persone. L'attacco, tramite una vulnerabilita' tecnica, ha portato all'esfiltrazione di nomi, email, username e password. Il punto per i DPO: la notifica al Garante era arrivata entro le 72 ore, ma la comunicazione agli interessati e' avvenuta solo dopo due mesi e dopo l'intervento dell'Autorita'.
Il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati ha lanciato l'azione coordinata 2026 su trasparenza e obblighi informativi. 25 Autorita' nazionali (incluso il Garante italiano) stanno gia' contattando titolari di vari settori. Cosa aspettarsi e come prepararsi.
Il Garante ha pubblicato un provvedimento generale che vieta alle PA l'uso di WhatsApp, Telegram, Messenger e altre app di messaggistica commerciali per comunicazioni operative con i cittadini. Vietato anche per la richiesta di documenti, certificati o dati personali. Le PA dovranno usare canali istituzionali (PEC, portali, SPID-aut) entro il 1 luglio 2026. Multe fino a 100mila euro per chi non si adegua.
L'Agencia Espanola de Proteccion de Datos e' la prima Autorita' europea a pubblicare una guida elaborata sull'agentic AI. Spiega il concetto, le vulnerabilita' nel trattamento di dati personali e le misure di mitigazione per titolari e responsabili.
La Federal Commissioner for Data Protection tedesca (BfDI) ha imposto una sanzione complessiva di 45 milioni di euro a Vodafone GmbH: 15M per violazione art. 28 (controllo responsabili) e 30M per art. 32 (sicurezza). Una decisione che ridefinisce le aspettative di accountability sui processors.
Dopo il recepimento NIS2 con D.Lgs. 138/2024, le aziende qualificate come 'soggetti essenziali' o 'soggetti importanti' devono coordinare obblighi NIS2 (cyber security, incident reporting 24h) con obblighi GDPR (data breach 72h). Il DPO non e' il NIS Coordinator ma deve interfacciarsi: rischio sanzioni doppie se non si orchestra bene.
L'EDPB chiarisce come trattare i dati professionali dei DPO esposti pubblicamente su directory online: base giuridica, finalita', diritti degli interessati e responsabilita' delle piattaforme. Un documento che incide direttamente sui marketplace e sulle piattaforme di consulenza GDPR.
L'AI Act europeo entra nella fase critica: ad agosto 2026 scattano gli obblighi per i sistemi ad alto rischio. Il Garante italiano ha gia' anticipato l'enforcement con la sanzione di 5M a Luka (Replika). Cosa devono fare i DPO subito.
Tra meno di 3 mesi entrano in vigore le sezioni dell'AI Act dedicate ai deployer (utilizzatori) di sistemi di IA ad alto rischio. Il DPO diventa un interlocutore chiave per la valutazione di impatto, l'informativa agli interessati e il monitoraggio. Una guida operativa con esempi concreti.
Il Garante Privacy interviene sulla gestione delle email aziendali dopo la cessazione del rapporto di lavoro. ITAS Mutua sanzionata per accesso non documentato e conservazione oltre il necessario.
La Corte Suprema irlandese conferma la sospensione della sanzione record da 530M EUR inflitta dalla DPC a TikTok per trasferimento dati EEA verso la Cina. Il caso espone il problema strutturale dei tempi di enforcement contro le big tech.
Con il provvedimento del 17 aprile 2026, il Garante adotta le Linee Guida sui pixel di tracciamento nelle email. Per i DPO: 6 mesi per allineare informative, flussi di consenso e tecniche di privacy by design.
Il Garante Privacy sanziona Intesa Sanpaolo per la gestione di una violazione dati che coinvolge 2,4 milioni di clienti. Notifica tardiva e informazioni incomplete tra i punti critici.
Il Tribunale di Roma annulla la sanzione che il Garante Privacy aveva inflitto a OpenAI per il caso ChatGPT. Una decisione che ridefinisce il perimetro dell'enforcement GDPR sui modelli di IA generativa.
Il Garante Privacy sanziona Enel Energia per chiamate promozionali a soggetti che non avevano prestato consenso o avevano iscritto il proprio numero nel Registro pubblico delle opposizioni.
Con sentenza del 17 gennaio 2026, la Cassazione conferma che il termine di 120 giorni per la conclusione del procedimento sanzionatorio del Garante e' perentorio. Una decisione rilevante per chi gestisce contenziosi privacy.
L'EDPB pubblica i risultati dell'azione di enforcement coordinata: risorse insufficienti, mancanza di accesso al top management, rischio conflitti di interesse. Una fotografia che riguarda anche il DPO esterno italiano.
Il Consiglio di Stato francese conferma l'orientamento della CNIL sui dati sanitari pseudonimizzati. Una decisione che ridefinisce il perimetro pratico dell'anonimizzazione GDPR e impatta su tutti i progetti di analisi dati.
Il Garante europeo della protezione dei dati (EDPS) adotta nuove regole vincolanti per proteggere l'indipendenza dei DPO nelle istituzioni dell'Unione. Un segnale di rafforzamento del ruolo.
L'EDPB e l'EDPS pubblicano il parere congiunto sul pacchetto Digital Omnibus della Commissione UE. Misure positive su data breach e DPIA, ma forte opposizione alla revisione della definizione di dato personale.
Il Garante Privacy ha pubblicato il piano delle attivita' ispettive per gennaio-giugno 2026. Tra i settori a rischio: data breach bancari, dossier sanitario, telemarketing energetico e IA in ambito scolastico.
L'Autorita' francese sanziona separatamente Free Mobile (27M) e Free (15M) per una violazione che ha esposto i dati di 24 milioni di abbonati nell'ottobre 2024. Una decisione che chiarisce il perimetro dell'art. 34 GDPR.