Le tue preferenze sui cookie

Provv. Garante 10/06/2021 · art. 7 GDPR

Usiamo cookie tecnici essenziali per far funzionare la piattaforma (login, sicurezza, sessioni). Vorremmo usare anche cookie analitici per capire come migliorarla.

Puoi accettare tutto, rifiutare tutto, oppure scegliere quali categorie attivare.Il tuo consenso è valido 6 mesi e puoi revocarlo in ogni momento dal footer.

Trovi tutto nella nostra informativa privacy.

Tutte le news
Sanzione 29 ottobre 2026 5 min

SMS promozionali: 5.000 euro a Barbuti per una richiesta di stop finita nella casella sbagliata

Il cliente scrive all'indirizzo per il pubblico, riceve la risposta automatica e gli SMS continuano. Per il Garante una richiesta vale ovunque arrivi, e ogni SMS deve dire come fermarli

Che cosa è successo

Un cliente riceveva SMS promozionali da Barbuti Spa, azienda di abbigliamento maschile, senza trovarvi indicazioni su come smettere di riceverli. Ha scritto all'indirizzo email aziendale per i contatti con il pubblico: è arrivata una risposta automatica di presa in carico, poi più nulla, e gli SMS sono continuati. Con il provvedimento n. 644 del 23 settembre 2026, reso noto nella newsletter del 29 ottobre, il Garante ha sanzionato la società per 5.000 euro.

In istruttoria l'azienda ha attribuito l'accaduto a un problema organizzativo: la casella usata dal cliente non era presidiata da personale incaricato delle richieste in materia di privacy. È proprio questo che il Garante ha respinto: la presenza di un indirizzo dedicato nell'informativa non esonera dal riconoscere e gestire le richieste che arrivano da altri canali aziendali.

Le due regole che il provvedimento ribadisce

  • Ogni SMS promozionale deve indicare un recapito idoneo per opporsi facilmente agli invii: un link, un indirizzo email o la possibilità di rispondere «stop».
  • Una richiesta di cancellazione o di opposizione è valida anche se arriva a un indirizzo diverso da quello indicato nell'informativa: chi la riceve deve farla arrivare a chi la gestisce.
  • Una risposta automatica non è una risposta: il termine di un mese (art. 12, par. 3, GDPR) corre comunque, e gli invii devono cessare.

Oltre alla sanzione, il Garante ha ordinato alla società di adeguare le comunicazioni promozionali al Codice privacy e di riferire entro 30 giorni dalla notifica sulle misure adottate.

Il controllo da fare oggi su ogni cliente che manda SMS o newsletter

Aprite l'ultimo SMS promozionale inviato: c'è un modo semplice per fermare gli invii? Poi elencate le caselle che il pubblico può usare — info@, contatti@, assistenza, social, modulo del sito — e chiedete chi le legge. Ognuna deve avere una regola scritta: le richieste privacy si inoltrano subito al referente, entro la giornata, e si registrano. La disiscrizione deve arrivare anche alla piattaforma che invia gli SMS.

Il caso conferma che il problema delle richieste degli interessati raramente è la risposta sbagliata: più spesso è la richiesta che nessuno vede. Le aziende con molte caselle e più fornitori di marketing sono le più esposte, perché la disiscrizione registrata in un sistema non arriva negli altri.

Su DPO Workspace il generatore di documenti ha ora la «Procedura per le richieste degli interessati», con le fasi, i tempi e la regola sui canali non dedicati, e il «Modulo per l'esercizio dei diritti»; le richieste ricevute si registrano nella scheda «Richieste» del cliente, che calcola la scadenza.

Fonte ufficiale:Garante per la protezione dei dati personali — Newsletter n. 555 del 29 ottobre 2026Fonte ufficiale:Garante per la protezione dei dati personali — provvedimento n. 644 del 23 settembre 2026 [doc. web 10312650]

Stai cercando un gestionale per il tuo lavoro di DPO?

DPO Workspace e' costruito da un DPO certificato. 30 giorni di prova gratuita.

Inizia gratis

Articoli correlati

Sanzione
€ 81.000a due società che si erano descritte come un'altra cosa

Prestiti BancoPosta: 81.000 euro a Poste e Deutsche Bank per ruoli e informative sbagliati

Con i provvedimenti n. 746 e 747 del 7 ottobre 2026 il Garante ha sanzionato Poste Italiane (48.000 euro) e Deutsche Bank (33.000 euro) per i finanziamenti BancoPosta. Poste raccoglieva le richieste e sceglieva il prodotto, la banca valutava il merito creditizio e decideva: due titolari autonomi, diversamente da quanto previsto negli accordi. Nessuna delle due informative diceva con chiarezza chi riceveva i dati. Alla banca l'ordine di correggere l'informativa entro sei mesi.

23 ott 2026Nuovo 6 min
Sanzione
€ 2.000il prezzo di due PEC con tutti gli indirizzi in chiaro

Due PEC con tutti gli indirizzi in chiaro: 2.000 euro alla Federazione dei Biologi

Con il provvedimento n. 763 del 7 ottobre 2026 il Garante ha sanzionato la Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi per 2.000 euro. Il 21 e il 24 luglio 2025 due PEC erano partite verso numerosi iscritti con tutti gli indirizzi visibili. L'errore era materiale e il sistema PEC usato non permetteva la copia nascosta, ma l'Autorità ha comunque riconosciuto una comunicazione illecita di dati a terzi, pur di gravità bassa. Una lezione che riguarda chiunque mandi email a più persone.

20 ott 2026Nuovo 6 min
Sanzione
€ 825 mlnper account di autisti disattivati dal software, senza che una persona guardasse

Il software spegne l'account, nessuno controlla: Uber, 825 milioni

L'Autoriteit Persoonsgegevens ha inflitto a Uber 824.990.000 euro per violazione degli artt. 22 e 13 del GDPR. Tra il 2018 e il 2022 un software disattivava gli account degli autisti, temporaneamente in caso di sospetta frode o di valutazioni basse, definitivamente se le valutazioni restavano basse: niente esame umano, nessuna spiegazione sufficiente. Il caso nasce dai reclami di 171 autisti francesi. Uber ha annunciato opposizione: la decisione non è definitiva.

10 set 2026Nuovo 8 min