Tutte le news
Sanzione 8 ottobre 2026 5 min

Garante, 4mila euro al Comune di Arvier: la telecamera inquadrava finestre e balconi di una cittadina, e il mascheramento è arrivato tardi

Più finalità senza base giuridica, cartelli generici, DPIA insufficiente e privacy masking aggiunto solo dopo l'istruttoria. Provvedimento n. 636 del 23 settembre 2026

TL;DR

Con il provvedimento n. 636 del 23 settembre 2026, comunicato l'8 ottobre, il Garante ha sanzionato con 4.000 euro il Comune di Arvier (Valle d'Aosta, circa 800 abitanti). L'impianto, attivo dal 2011-2012 e poi ampliato, serviva più finalità senza una base giuridica chiara; una telecamera riprendeva facciata, finestre e balconi di una casa privata; il mascheramento è stato aggiunto solo dopo l'avvio dell'istruttoria; cartelli e DPIA erano inadeguati. Il Comune deve ora rimettere in ordine tutto l'impianto.

I fatti

Il procedimento nasce dal reclamo di una cittadina: una telecamera comunale aveva un angolo di ripresa che comprendeva anche la sua abitazione. Gli accertamenti hanno mostrato un sistema usato per controllo della viabilità e dei parcheggi, lettura delle targhe, tutela ambientale e protezione civile, senza che il Comune avesse individuato per ciascuna finalità una base giuridica chiara e adeguata.

Le violazioni

  • BASE GIURIDICA. Più finalità sovrapposte, nessuna base giuridica individuata con precisione per ciascuna.
  • PROPORZIONALITÀ. La ripresa della facciata, delle finestre e dei balconi non era necessaria alle finalità dichiarate: un'ingerenza sproporzionata nella vita privata.
  • PRIVACY BY DESIGN. Il «privacy masking» introdotto dopo l'avvio dell'istruttoria non basta: andava previsto dalla progettazione e dalla prima configurazione del sistema.
  • TRASPARENZA. I cartelli parlavano genericamente di «sicurezza», senza le informazioni richieste dal GDPR.
  • DPIA. La valutazione d'impatto redatta dal Comune è stata ritenuta insufficiente.

Il mascheramento si progetta, non si rimedia

Il punto più utile del provvedimento è questo: oscurare un'area privata dopo il reclamo non sana la violazione, perché l'obbligo dell'art. 25 riguarda il momento in cui l'impianto viene progettato e configurato. Una telecamera che per anni ha ripreso una casa resta una violazione anche se oggi quella porzione è nera.

Che cosa dovrà fare il Comune

  • Una ricognizione di tutte le telecamere presenti sul territorio.
  • Individuare con precisione le finalità e la base giuridica di ciascuna.
  • Verificare e correggere gli angoli di ripresa, escludendo le abitazioni private, con mascheramento o oscuramento dove serve.
  • Una valutazione d'impatto completa e informative riscritte per i cittadini.

Che cosa vuol dire per il DPO

Uno: tenere un registro degli impianti con, per ogni telecamera, posizione, finalità, base giuridica e una foto dell'inquadratura. Due: verificare le inquadrature a ogni installazione e a ogni spostamento, documentando le zone mascherate. Tre: un'informativa di primo livello (il cartello) con titolare, finalità e rinvio al testo completo, secondo le linee guida EDPB 3/2019. Quattro: una DPIA che tratti ogni finalità, compresa la lettura targhe. Cinque: rivedere tutto quando l'impianto viene ampliato, che è il momento in cui questi errori nascono.

Stai cercando un gestionale per il tuo lavoro di DPO?

DPO Workspace e' costruito da un DPO certificato. 30 giorni di prova gratuita.

Inizia gratis

Articoli correlati

Sanzione
€16,7Mper telemarketing e contratti attivati a insaputa

Garante, 16,7 milioni a Wind Tre: telemarketing nonostante le opposizioni e contratti attivati a insaputa dei clienti

Persone che si erano opposte continuavano a ricevere chiamate, e alcuni contratti risultavano attivati senza che l'interessato ne sapesse nulla. Il Garante sanziona Wind Tre per 16,7 milioni e ricorda un principio che vale per ogni azienda con una rete di agenzie: la responsabilità non si esternalizza insieme alle vendite.

12 ott 2026Nuovo 5 min
Sanzione
€350ka titolare e responsabile per sistemi obsoleti

Grecia, 350mila euro per un data breach: sanzionati sia il Ministero sia il responsabile che usava sistemi obsoleti, e mancava il contratto art. 28

Un attacco ai sistemi dell'agenzia che gestiva i programmi di un Ministero ha esposto dati identificativi, finanziari e sanitari di moltissime persone. L'Autorità greca sanziona il titolare con 200mila euro e il responsabile con 150mila: notificare bene non basta se il fornitore lavora su sistemi superati e il rapporto non è regolato da un contratto.

08 ott 2026Nuovo 5 min
Sanzione
1 mesequanto può sopravvivere la casella di chi è uscito, e non un giorno in più

La casella di posta di chi è andato via: il trattamento che nessuno documenta

Con la decisione 101/2026 del 12 maggio 2026 la Camera contenziosa dell'autorità belga per la protezione dei dati ha sanzionato un'azienda che aveva lasciato attiva, per oltre un anno dopo l'uscita, la casella di posta professionale di una persona che non lavorava più lì. Gli addebiti non riguardano soltanto la conservazione: trattamento senza base, difetto di trasparenza, assenza di misure tecniche e organizzative per la cancellazione, mancato rispetto del diritto di accesso. La linea dell'autorità è costante da anni e si riassume in due date: disattivazione il giorno dell'uscita, cancellazione dopo un mese.

10 ott 2026Nuovo 7 min