TL;DR
Con il provvedimento n. 636 del 23 settembre 2026, comunicato l'8 ottobre, il Garante ha sanzionato con 4.000 euro il Comune di Arvier (Valle d'Aosta, circa 800 abitanti). L'impianto, attivo dal 2011-2012 e poi ampliato, serviva più finalità senza una base giuridica chiara; una telecamera riprendeva facciata, finestre e balconi di una casa privata; il mascheramento è stato aggiunto solo dopo l'avvio dell'istruttoria; cartelli e DPIA erano inadeguati. Il Comune deve ora rimettere in ordine tutto l'impianto.
I fatti
Il procedimento nasce dal reclamo di una cittadina: una telecamera comunale aveva un angolo di ripresa che comprendeva anche la sua abitazione. Gli accertamenti hanno mostrato un sistema usato per controllo della viabilità e dei parcheggi, lettura delle targhe, tutela ambientale e protezione civile, senza che il Comune avesse individuato per ciascuna finalità una base giuridica chiara e adeguata.
Le violazioni
- BASE GIURIDICA. Più finalità sovrapposte, nessuna base giuridica individuata con precisione per ciascuna.
- PROPORZIONALITÀ. La ripresa della facciata, delle finestre e dei balconi non era necessaria alle finalità dichiarate: un'ingerenza sproporzionata nella vita privata.
- PRIVACY BY DESIGN. Il «privacy masking» introdotto dopo l'avvio dell'istruttoria non basta: andava previsto dalla progettazione e dalla prima configurazione del sistema.
- TRASPARENZA. I cartelli parlavano genericamente di «sicurezza», senza le informazioni richieste dal GDPR.
- DPIA. La valutazione d'impatto redatta dal Comune è stata ritenuta insufficiente.
Il mascheramento si progetta, non si rimedia
Il punto più utile del provvedimento è questo: oscurare un'area privata dopo il reclamo non sana la violazione, perché l'obbligo dell'art. 25 riguarda il momento in cui l'impianto viene progettato e configurato. Una telecamera che per anni ha ripreso una casa resta una violazione anche se oggi quella porzione è nera.
Che cosa dovrà fare il Comune
- Una ricognizione di tutte le telecamere presenti sul territorio.
- Individuare con precisione le finalità e la base giuridica di ciascuna.
- Verificare e correggere gli angoli di ripresa, escludendo le abitazioni private, con mascheramento o oscuramento dove serve.
- Una valutazione d'impatto completa e informative riscritte per i cittadini.
Che cosa vuol dire per il DPO
Uno: tenere un registro degli impianti con, per ogni telecamera, posizione, finalità, base giuridica e una foto dell'inquadratura. Due: verificare le inquadrature a ogni installazione e a ogni spostamento, documentando le zone mascherate. Tre: un'informativa di primo livello (il cartello) con titolare, finalità e rinvio al testo completo, secondo le linee guida EDPB 3/2019. Quattro: una DPIA che tratti ogni finalità, compresa la lettura targhe. Cinque: rivedere tutto quando l'impianto viene ampliato, che è il momento in cui questi errori nascono.
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