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Sanzione 24 agosto 2026 5 min

Ottocentoventicinque milioni per un algoritmo che disattivava conti senza che nessuno guardasse

L'Autorità olandese ha sanzionato Uber per aver sospeso conti di autisti sulla base di sistemi automatici, senza intervento umano significativo e senza spiegare su cosa si fondasse il sospetto

TL;DR per il DPO

Se un sistema del tuo cliente sospende, respinge, declassa o esclude qualcuno senza che una persona possa davvero rivedere la decisione, sei dentro l'art. 22 — e la prova che l'intervento umano è significativo va costruita prima, non dopo. Un flusso in cui l'operatore preme «conferma» su una proposta che non può ribaltare non è intervento umano.

Cosa è successo

Fra il 2020 e il 2022 i sistemi di Uber sospendono conti di autisti europei sospettati di frode: percorsi giudicati inutilmente lunghi dagli algoritmi, corse accettate e non eseguite. Secondo l'Autorità olandese alcuni conti sono stati disattivati in via definitiva anche sulla base di valutazioni basse dei clienti, senza esame umano. L'azienda lo contesta e sostiene che le disattivazioni definitive non fossero interamente automatiche. Il procedimento nasce da un reclamo francese ma viene trattato nei Paesi Bassi, dove Uber ha la sede europea.

Il punto giuridico non è l'algoritmo: è chi può ribaltarlo

L'art. 22 non vieta di usare sistemi automatici. Limita le decisioni fondate *unicamente* su un trattamento automatizzato che producono effetti giuridici o incidono in modo analogo significativo. In quei casi servono tre cose insieme: un intervento umano che sia significativo — cioè affidato a chi ha autorità e competenza per cambiare l'esito — la possibilità per l'interessato di esprimere la propria posizione, e quella di contestare la decisione. L'Autorità ha contestato anche la violazione del diritto degli autisti a essere informati su come la decisione veniva presa.

Perché tocca clienti molto più piccoli di Uber

  • Selezione del personale con filtri automatici sui curricula: se un candidato viene scartato dal sistema e nessuno rivede lo scarto, è una decisione automatizzata su un effetto significativo.
  • Valutazione del credito o dell'affidabilità di un cliente con punteggi calcolati da un fornitore: il titolare resta chi decide, anche se il punteggio arriva da fuori.
  • Sistemi antifrode e antiriciclaggio che bloccano un conto o un ordine. Il blocco è legittimo, la mancanza di una via d'uscita umana no.
  • Assegnazione automatica di turni, punteggi di produttività, sospensioni disciplinari suggerite da un software: sul lavoro l'effetto significativo si raggiunge molto prima di quanto si pensi.

Il documento che manca quasi sempre

Non è l'informativa: è la descrizione della logica della decisione, dei criteri e delle conseguenze previste, insieme alla prova che il riesame umano esiste ed è capace di cambiare l'esito. Chi la scrive dopo il primo reclamo la scrive sotto pressione e con l'autorità che legge.

La cifra, e cosa dice

Ottocentoventicinque milioni di euro. È la seconda sanzione più alta mai irrogata sotto il GDPR: sopra c'è solo il miliardo e duecento milioni a Meta, deciso in Irlanda nel 2023 per i trasferimenti verso gli Stati Uniti. Per la stessa azienda l'Autorità olandese aveva già disposto duecentonovanta milioni nel 2024, su una questione diversa. Uber ha annunciato ricorso e definisce la sanzione sproporzionata, sostenendo che le procedure attuali prevedono un esame umano e la possibilità di contestare le sospensioni.

Fonte ufficiale:Autoriteit Persoonsgegevens — comunicato del 21 agosto 2026

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