Tutte le news
Sanzione 24 agosto 2026 4 min

La Polonia ha moltiplicato per quattro le sanzioni in un anno, e le tre più alte di sempre sono tutte del 2025

Sedici decisioni, diciotto destinatari, oltre sessantaquattro milioni di zloty: contro i quattordici dell'anno prima. Il primato riguarda le poste, una banca e una catena di ristorazione

TL;DR per il DPO

Tre casi, tre errori che si ritrovano ovunque: usare dati raccolti per una finalità pubblica per un'altra, copiare documenti d'identità senza dimostrare che serviva davvero, e lasciare esposti i dati del proprio personale. Nessuno dei tre richiede una tecnologia sofisticata per essere commesso.

I numeri

Nel 2025 il Presidente dell'Ufficio per la protezione dei dati personali ha adottato sedici decisioni sanzionatorie nei confronti di diciotto soggetti, per un totale superiore a sessantaquattro milioni di zloty. L'anno precedente il totale sfiorava i quattordici milioni. Non è un aumento graduale: è un cambio di scala, e le tre sanzioni più alte mai irrogate in Polonia sono tutte concentrate in quei dodici mesi.

Poste: ventisette milioni per dati usati per un'altra finalità

La sanzione più alta riguarda l'operatore postale nazionale e i dati di circa trenta milioni di cittadini estratti dal registro anagrafico PESEL in vista delle elezioni per corrispondenza del 2020, trattati senza un fondamento adeguato. È il caso di scuola della limitazione della finalità: dati legittimamente esistenti in un registro pubblico non diventano per questo utilizzabili per uno scopo diverso, nemmeno quando lo scopo è pubblico.

Banca: diciotto milioni e quattro per copie di documenti d'identità

Un istituto di credito è stato sanzionato per aver copiato e scansionato i documenti d'identità della clientela senza dimostrare che l'operazione fosse necessaria ad adempiere agli obblighi antiriciclaggio. È il punto che riguarda il numero maggiore di aziende: la normativa antiriciclaggio impone di identificare, non impone automaticamente di fotocopiare. La necessità di quella copia va provata, non presunta, e quasi nessuno conserva la valutazione che la giustifica.

Ristorazione: sedici milioni e nove per i dati del proprio personale

La terza decisione ha colpito una catena di ristorazione dopo un incidente in cui informazioni sui dipendenti sono diventate pubblicamente accessibili. Vale la pena notare quali dati fossero: non quelli dei clienti, ma quelli di chi ci lavora — la categoria che nelle analisi del rischio viene sistematicamente considerata meno esposta e che invece produce le sanzioni più alte, perché il rapporto di lavoro non lascia all'interessato alcuna alternativa.

Cosa fare adesso, se hai clienti con presenza in Polonia

1) Verifica se qualcuno copia documenti d'identità e chiedi dove sta scritto perché è necessario; 2) controlla che i dati ricevuti da registri o enti pubblici non vengano riusati per finalità diverse da quella della raccolta; 3) tratta l'archivio del personale con lo stesso livello di attenzione di quello dei clienti, perché l'autorità lo fa.

Fonte ufficiale:Urząd Ochrony Danych Osobowych — decisioni sanzionatorie 2025

Stai cercando un gestionale per il tuo lavoro di DPO?

DPO Workspace e' costruito da un DPO certificato. 30 giorni di prova gratuita.

Inizia gratis

Articoli correlati

Sanzione
26reclami, e nessuna sanzione pecuniaria

Dichiari il contratto, poi respingi le opposizioni: la Norvegia mostra come i due errori viaggiano insieme

SATS chiedeva ai soci una foto conservata nel sistema di tesseramento e usata allo sportello per verificare l'identità di chi entra in palestra. Datatilsynet ha accertato che l'informativa indicava una base giuridica sbagliata, non spiegava il diritto di opposizione, e che le opposizioni venivano respinte senza dimostrare i motivi legittimi cogenti. Il termine per rimediare è l'11 settembre 2026.

26 ago 2026Nuovo 6 min
Sanzione
825 mln €la seconda sanzione più alta di sempre

Ottocentoventicinque milioni per un algoritmo che disattivava conti senza che nessuno guardasse

È la seconda sanzione più alta mai irrogata sotto il GDPR, dietro solo al miliardo e duecento milioni di Meta. Non riguarda un trasferimento di dati né una violazione di sicurezza: riguarda l'art. 22, la norma sulle decisioni automatizzate che quasi nessuno documenta perché sembra riguardare solo le grandi piattaforme. Riguarda invece chiunque lasci decidere un software su qualcosa che pesa sulla vita di una persona.

24 ago 2026Nuovo 5 min
Sanzione
80richieste di accesso negate

Il cliente fallisce, il fornitore resta solo con i dati: e diventa titolare

Una catena di negozi fallisce. Gli ex dipendenti hanno bisogno dei propri cartellini per documentare gli stipendi non pagati, ma l'unico che li possiede è il fornitore del software di rilevazione presenze, che risponde di non poter comunicare nulla a nessuno — «nemmeno agli interessati stessi» — perché il contratto con il titolare è finito. L'Autorità norvegese ha deciso il contrario: quando resti l'unico a decidere sui dati, il titolare sei tu.

21 ago 2026Nuovo 4 min