TL;DR
Registrazione azienda in una schermata sola con il quadro degli obblighi che si aggiorna a ogni tasto; matrice persone × corsi; striscia delle scadenze sui dodici mesi; punteggio che si apre e mostra i pesi. E il corso del datore di lavoro, che mancava.
Sei passaggi erano cinque di troppo
Il modulo di registrazione chiedeva sei schermate, e il quadro degli obblighi — chi diventa obbligatorio, quante ore di formazione, quali aree documentali si attivano — compariva solo alla fine. È il momento sbagliato: quando si scopre che il numero di lavoratori cambia chi può fare l'RSPP, quel numero è stato inserito quattro schermate prima e correggerlo costa tornare indietro. Adesso i campi stanno a sinistra e il quadro a destra, fermo mentre si scorre, e si aggiorna a ogni tasto.
La matrice è la vista che manca ovunque
Righe le persone, colonne i corsi, e nella cella i mesi che mancano alla scadenza. Un elenco di attestati risponde a «questo attestato quando scade»; solo la matrice risponde a «chi non ha mai fatto nulla», che è la domanda che pesa in ispezione — un attestato scaduto si vede, uno mai conseguito no. È la tabella che ogni RSPP disegna a mano su un foglio quando prepara una riunione.
- La striscia dei dodici mesi: dodici colonne, l'altezza dice quante scadenze cadono in quel mese, in rosso gli arretrati. Un elenco per data dice cosa scade prima, non dove si accumula il lavoro.
- La mappa delle aziende, ordinata dal punteggio più basso: la prima che si legge è quella messa peggio.
- Il punteggio si apre e mostra i quattro gruppi con il loro peso: figure 35, formazione 35, documenti 20, profilo 10.
Cosa il punteggio non dice
Non dice «conforme», e non lo dirà mai: dice quante voci risultano coperte su quante ne sono dovute. La conformità è un giudizio che spetta a chi firma. E con una voce bloccante aperta — una figura obbligatoria che non c'è, un attestato scaduto — il punteggio resta sotto sessanta anche se tutto il resto è a posto: un profilo compilato bene non compensa un RSPP che manca.
Nello stesso lavoro è entrato il corso di formazione del datore di lavoro introdotto dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025. Prima il ruolo «datore» era collegato al corso dell'art. 34, che è un'altra cosa: il datore che non fa anche l'RSPP non compariva in nessuna lacuna formativa pur avendo un obbligo con una scadenza precisa.
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