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Garante Privacy 15 luglio 2026 3 min

Foto dei minori sui social: serve il consenso di entrambi i genitori

Il principio ribadito dal Garante tocca famiglie, scuole, societa' sportive e chiunque pubblichi immagini di bambini. Come tradurlo in procedure

TL;DR per il DPO

Principio del Garante (newsletter 17/6/2026): per pubblicare sui social immagini di un minore serve il consenso di entrambi i genitori (responsabilita' genitoriale condivisa); il disaccordo di uno blocca la pubblicazione. Per gli enti che trattano immagini di minori la conseguenza pratica e': moduli di consenso a doppia firma e procedura per revoche e disaccordi.

I tre punti che contano

  • La responsabilita' genitoriale e' condivisa: il consenso di un solo genitore non basta, e il dissenso dell'altro prevale. Vale per il profilo social della scuola esattamente come per quello della mamma o del papa'.
  • Il perimetro e' piu' ampio dei social: eventi scolastici e sportivi, saggi, campi estivi, newsletter e siti degli enti - ovunque l'immagine del minore diventa 'pubblicazione'.
  • Le prassi tipiche da correggere: liberatoria firmata da un solo genitore, consenso 'a vita' raccolto all'iscrizione, nessuna procedura di revoca, gruppi WhatsApp/social dell'ente dove le foto girano senza controllo.

Cosa fare adesso, in pratica

Per scuole, asili, ASD, oratori e clienti che pubblicano immagini di minori: 1) moduli a DOPPIA firma (o dichiarazione di agire col consenso dell'altro genitore, con responsabilita' di chi firma); 2) consenso granulare: sito, social, materiale promozionale come voci separate; 3) procedura scritta per revoca e disaccordo sopravvenuto (chi rimuove, entro quanto); 4) formazione a chi gestisce i canali social dell'ente.

Perche' conta per i tuoi clienti

E' uno di quei principi che genera lavoro concreto e immediato per il DPO: quasi ogni ente con minori ha moduli a firma singola. Aggiornarli e' un intervento rapido, visibile e facilmente spiegabile - e previene sia i reclami dei genitori sia le grane in caso di conflitti familiari.

Fonte ufficiale:Garante per la protezione dei dati personali - newsletter del 17 giugno 2026

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