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Garante Privacy 19 maggio 2026 9 min

Garante Privacy: stretta sulle comunicazioni WhatsApp e Telegram nella PA. Divieto per i contatti operativi con i cittadini dal 1 luglio 2026

Provvedimento 19 maggio 2026: le PA non possono usare app di messaggistica commerciali per veicolare informazioni a interessati o richiedere documenti. Indicazioni operative per DPO

Deadline 1 luglio 2026

Dal 1 luglio 2026 le PA non possono usare WhatsApp, Telegram, Messenger e altre app di messaggistica commerciali per comunicare con i cittadini o richiedere documenti. Sanzioni fino a 100.000 EUR + obbligo di adeguamento. Il DPO della PA deve verificare entro il 30 giugno che esista un canale alternativo (PEC, portale, app istituzionale) per ogni tipo di comunicazione veicolata oggi via WhatsApp.

Il contesto: l'abuso diffuso di WhatsApp nelle PA italiane

Negli ultimi 5 anni l'uso di WhatsApp da parte delle PA italiane e' esploso, soprattutto a livello comunale. Numerosi enti hanno creato 'gruppi cittadini', 'canali notizie WhatsApp' o usano direttamente la chat per: comunicare scadenze tributi, richiedere documenti per istruttorie, inviare convocazioni, gestire prenotazioni servizi sociali, comunicare con genitori per servizi scolastici. Il Garante ha avviato un'istruttoria a campione su 300 Comuni nel 2025 rilevando che il 67% usa WhatsApp per comunicazioni istituzionali, e nel 41% dei casi viene chiesto di inviare documenti personali tramite chat.

67%su 300 verificati
Comuni che usano WhatsApp
41%
Comuni che chiedono documenti via WhatsApp
100KEUR
Sanzione massima per ente

Le ragioni del divieto: 5 problemi GDPR strutturali

  • Base giuridica mancante: WhatsApp non e' un canale istituzionale, l'art. 6 GDPR per le PA richiede un trattamento basato su norma di legge o interesse pubblico, e nessuna norma autorizza messaggistica commerciale
  • Trasferimento extra-UE: Meta Platforms Ireland Ltd. trasferisce i dati anche negli USA (Meta Platforms Inc.) e nel server globale - Schrems II e Adequacy Decision UE-USA 2023 hanno requisiti specifici che WhatsApp End-to-End non garantisce per i metadati
  • Profilazione: Meta usa i metadati WhatsApp (chi messaggia chi, quando, frequenza) per profilazione pubblicitaria - per le PA questo e' incompatibile con l'art. 5(1)(b) GDPR sulla limitazione finalita'
  • Conservazione: WhatsApp conserva i messaggi sui server Meta per durata indefinita; le PA hanno obblighi di conservazione documentale precisi (Codice dell'Amministrazione Digitale)
  • Audit trail: nessuna possibilita' di audit log certificato delle comunicazioni - obbligatorio per accountability art. 5(2) GDPR delle PA

Sanzioni applicabili

Il provvedimento prevede sanzioni: (1) fino a 100.000 EUR per la PA, (2) responsabilita' disciplinare per il responsabile del trattamento individuato, (3) obbligo di notifica agli interessati che hanno comunicato tramite WhatsApp negli ultimi 3 anni con possibilita' di esercizio diritti art. 15-22.

Cosa devono fare le PA entro il 1 luglio 2026

  • Censimento: mappare TUTTI gli usi di messaggistica commerciale all'interno dell'ente (uffici, scuole, polizia locale, servizi sociali)
  • Comunicazione ai cittadini: informativa ex art. 12-13 GDPR sul cambio di canale, con indicazione del nuovo canale ufficiale per ogni servizio
  • Procedura di accoglimento: predisporre processo per cittadini che ancora scrivono via WhatsApp dopo il 1 luglio (rispondere indicando canale corretto, conservare audit del cambio)
  • Cancellazione dati: rimuovere i numeri di telefono dei cittadini dai contatti, archiviare le conversazioni con valore documentale (verbalizzandole in protocollo), cancellare il resto
  • Formazione interna: corso obbligatorio per tutti i dipendenti su 'comunicazioni istituzionali post-WhatsApp ban' entro il 30 settembre 2026
  • Aggiornamento Registro art. 30: rimuovere i trattamenti che usavano WhatsApp, aggiungere quelli nuovi (PEC del cittadino, sistema notifiche app istituzionale)

Eccezioni previste

Il provvedimento prevede 3 eccezioni: (1) Protezione civile in emergenza (terremoti, alluvioni) - WhatsApp ammesso per comunicazioni urgenti con popolazione, ma con tracciamento ex post; (2) Polizia locale per coordinamento operativo INTERNO (chat fra agenti), non per comunicazioni con cittadini; (3) Comunicazioni one-way su canali broadcast pubblici (es. 'Comune di Sassari Notizie') purche' non si raccolgano risposte degli iscritti.

Il ruolo del DPO

Per i DPO delle PA questa decisione e' un'opportunita' e un rischio. Opportunita': finalmente una giustificazione chiara per chiedere risorse all'ente per implementare canali istituzionali alternativi (app, portali). Rischio: il termine e' stretto e molte PA arriveranno impreparate al 1 luglio. Il DPO esterno deve calendarizzare entro maggio una riunione formale con il Sindaco/Segretario, produrre il censimento, e fissare una roadmap operativa.

In DPO Workspace

La sezione Eventi/Urgenze permette di creare uno specifico 'Workflow WhatsApp PA Compliance' per ogni cliente PA: censimento usi, comunicazione cittadini, formazione dipendenti, aggiornamento Registro. Ogni step ha checkbox e scadenza linkata al 1 luglio 2026.

Risorse aggiuntive

Fonte ufficiale:Garante Privacy - Provvedimento generale messaggistica commerciale PA (19 maggio 2026)Fonte ufficiale:Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) - conservazione documentaleFonte ufficiale:EDPB Schrems II - Trasferimenti extra-UE

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