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Provv. Garante 10/06/2021 · art. 7 GDPR

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Sanzione 8 luglio 2026 3 min

Il Garante sanziona AgID: 55.000 euro all'Agenzia per l'Italia digitale per violazioni su trasparenza e privacy by design

Provv. n. 419 del 28 maggio 2026: quando a sbagliare e' l'ente che guida la digitalizzazione dello Stato, il messaggio per tutta la PA e' inequivocabile

TL;DR per il DPO

Provv. n. 419/2026: sanzione di 55.000 euro ad AgID per violazione degli artt. 5 (par. 1 lett. a e b, e par. 2), 12, 14 e 25 GDPR, con pubblicazione dell'ordinanza sul sito del Garante. Tradotto: liceita' e limitazione della finalita', informativa alle persone i cui dati NON sono raccolti direttamente (art. 14) e privacy by design. Se succede all'agenzia che scrive le regole tecniche della PA digitale, nessun ente puo' considerarsi al riparo.

I tre punti che contano

  • L'art. 14 e' il grande dimenticato: quando i dati arrivano da altre fonti (banche dati, altri enti, fornitori) l'informativa e' dovuta comunque, con tempi precisi. E' la violazione tipica dei progetti che 'riusano' dati gia' disponibili.
  • Privacy by design (art. 25) contestata a un ente pubblico: la conformita' va progettata prima di avviare piattaforme e servizi, non aggiustata dopo. Vale doppio per i progetti digitali della PA.
  • La sanzione pubblica pesa piu' dei 55.000 euro: la pubblicazione dell'ordinanza sul sito del Garante e' una sanzione accessoria reputazionale che colpisce la credibilita' istituzionale.

Cosa fare adesso, in pratica

Se segui enti pubblici o fornitori della PA: 1) per ogni progetto che riusa dati di altre fonti, verifica che l'informativa art. 14 esista e sia stata resa nei termini; 2) pretendi la valutazione privacy PRIMA dell'avvio (by design documentato, non dichiarato); 3) usa questo caso nelle formazioni alla PA: e' l'argomento perfetto contro il 'siamo un ente pubblico, a noi non succede'.

Perche' conta per i tuoi clienti

Il valore del caso e' simbolico e pratico insieme: l'Autorita' applica le stesse regole a tutti, incluso l'ente che coordina la trasformazione digitale dello Stato. Per un DPO che lavora con la PA e' la leva per ottenere cio' che spesso viene rinviato: informative complete sulle banche dati riusate e valutazioni di progettazione fatte davvero prima del go-live. Il testo integrale dell'ordinanza sul sito del Garante chiarisce il contesto specifico dei trattamenti contestati.

Fonte ufficiale:Garante per la protezione dei dati personali - ordinanza ingiunzione n. 419 del 28 maggio 2026 (AgID)

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